La primavera fa capolino: facciamo incetta di erbe spontanee

Forse l’Italia si è capovolta, perché raramente accade che il cambio di stagione, dalla quella fredda alla calda, si avverta prima al Nord che al Sud. È così in questi giorni: l’inverno nelle regioni meridionali non pare finito, mentre al Nord si iniziano a gustare i tepori primaverili e la natura segue a ruota. Il dato più sorprendente, per noi che scriviamo dal Piemonte, è che nella regione sono già presenti i primi getti di tarassaco o dente di leone. Non soltanto si possono andare a cercare nei campi e negli incolti (possibilmente lontano da fonti di inquinamento), ma si possono anche acquistare nei mercati, soprattutto quelli in cui non mancano contadini e produttori. I prezzi saranno astronomici perché è pur sempre una primizia ed è raccolta tutta a mano, ma il dato della loro presenza al 2 di marzo è rilevante (questo articolo è uscito sul La Stampa il 2 di marzo appunto [ndr] ).

Del tarassaco, detto anche dente di leone o soffione, ne esistono numerose sottospecie, tutte commestibili. Ha foglie lanceolate e dentellate che a inizio primavera sono più piccole, tenere e gustose, e anticipano una fioritura che a fine mese farà sbocciare fiori gialli (per questo in Piemonte sono anche volgarmente detti “girasoli”), mentre più in là spunteranno i classici soffioni bianchi che con il vento o un nostro soffio un po’ giocoso disperdono i semi nell’aria. Le foglie giovani del dente di leone possono sostituire la cicoria in semplici insalate o minestre, e si esaltano in frittate o nel tipico abbinamento con le uova sode.

Capperi di tarassaco

Una curiosità: visto che siamo all’inizio della stagione, presto troverete i boccioli dei fiori ancora chiusi e potrete cimentarvi nella produzione dei “capperi” di tarassaco. Devono stare sotto sale per un giorno, essere lavati e messi sotto aceto. Dopo si tolgono e si fa bollire l’aceto, profumandolo con dragoncello o alloro. Si riversa sui boccioli e si lascia riposare in barattolo per almeno tre settimane.

Sempre in tema di primizie, un’altra curiosità.

Fateci caso: vedrete molti dei primi asparagi stranamente storti. Vengono dalla Puglia e Basilicata, dove ha piovuto molto prima che passasse un forte vento costante per alcuni giorni. Questo ha seccato di colpo i terreni in superficie, rendendoli così duri che i primi asparagi per spuntare fuori si devono sforzare particolarmente e quindi anche curvare. Ma se siete al Nord aspettate, non tanto perché gli asparagi belli diritti siano meglio o peggio, ma perché è oggettivamente un po’ presto. Tanto più che non lo è per i “girasoli”.

Carlo Bogliotti
c.bogliotti@slowfood.it

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