Al mercato arriva l’estate: ecco la nostra classifica

Come anticipato nelle scorse settimane siamo alle prese con prezzi “altalena”, che ci costringono ogni sabato a cercare di capire più approfonditamente che cosa conviene comprare e che cosa no, a stilare delle classifiche ideali che tengono conto, oltre al costo, anche della qualità, della provenienza e quindi della sostenibilità. Se oggi volessimo riportarvi queste classifiche potremmo procedere dividendole per frutti e per verdure, con una sorpresa finale.

Iniziamo dalla frutta. L’ordine è questo: ciliegie (ancora per pochissimi giorni), pesche e per finire albicocche e fragole. Delle ciliegie e della loro annata tormentata si è ampiamente detto, ma se proprio vogliamo consumarle, questi giorni prima di San Giovanni (il 24 giugno, storicamente ritenuto il momento in cui bisognerebbe smettere di mangiarle perché non più buone o bacate dal giuanin, la larvetta) sono quelli giusti. Da quattro euro per il prodotto piccolo e bruttino si arriva tra otto e dieci euro al chilo per le ciliegie più belle e grosse. Affrettatevi dunque che non ne avremo ancora per molto! Le pesche invece iniziano ad arrivare copiose da Puglia e Basilicata, come tutti i frutti non sono ai livelli qualitativi degli scorsi anni ma questo abbiamo a disposizione e dunque valutate se fare un acquisto non locale o se aspettare che anche nelle vostre zone inizi la raccolta. Finiamo con le albicocche, che purtroppo quest’anno sono quasi tutte deludenti dal punto di vista gustativo e anche se presenti a prezzi convenienti forse non daranno grosse soddisfazioni ai vostri palati. Le fragole invece sono a “fine corsa” e si suggerisce di consumarle soltanto localmente, se raccolte in giornata (dai banchi dei contadini si possono ancora fare ottimi affari).

Se parliamo invece di verdura ecco l’ordine: prima le verdure ancora ritenute “invernali” come broccoletti, cime di rapa e cavolfiori, poi insalate, piselli (al Nord ci sono gli ultimi) e le altre di stagione. Le verdure più tipicamente consumate nei mesi freddi in realtà hanno ancora un’ottima e ricca produzione, a prezzi bassissimi visto che il clima non invoglia a mangiarle: sono un buon acquisto.

Carlo Bogliottti
Da La Stampa del 15 giugno 2019 (rispetto a quanto uscito sul giornale questa versione ha qualche modifica per calibrarsi con i movimenti al mercato)

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