Al servizio del suolo: i benefici dell’agricoltura simbiotica

L’agricoltura simbiotica è un tipo di coltivazione che prevede l’utilizzo di tecniche agronomiche non invasive e che favorisce la simbiosi tra le radici delle piante e i microrganismi presenti nel suolo: batteri amici e minerali zeolitici (cabasiti) che hanno l’obiettivo di favorire la vitalità dei microorganismi del terreno.

I benefici principali di questo modello sostenibile riguardano suolo, piante e ambiente. Il suolo risulta più sano, fertile e pulito; le piante sono più resistenti alle malattie e agli stress ambientali – come ad esempio i periodi di siccità sempre più frequenti –, più capaci di assorbire le sostanze nutritive e meno bisognose di acqua e di trattamenti; l’ambiente ne beneficia perché questo modello consente al suolo sano di trattenere più anidride carbonica (CO2).

agricoltura simbiotica

E naturalmente gli aspetti positivi si estendono anche ai suoi frutti. Ad esempio, uno studio del British Journal of Nutrition ha evidenziato che la simbiosi ha influenzato positivamente la crescita e il contenuto di nutrienti minerali delle piante di pomodoro e ha migliorato il valore nutrizionale e nutraceutico dei frutti di pomodoro attraverso modifiche del metabolismo secondario delle piante, che ha portato a un aumento dei livelli di licopene nei frutti[1].

Ora possiamo annunciare il primo paniere di prodotti certificati presentato ieri da Eataly Smeraldo a Milano, che comprende latte, formaggi, confetture, insalate, uova e carni. Una bella notizia che siamo contenti di poter dare. All’incontro di presentazione, dal titolo «Agricoltura Simbiotica dal campo alla tavola», c’era per noi Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia: «Nutrire il pianeta garantendo a tutti un cibo buono, pulito e giusto è possibile solo ripartendo dalla biodiversità e invertendo un modello di produzione che ha generato disastri ambientali e sociali. Ma la biodiversità poggia su un fondamento imprescindibile, il suolo. Questa consapevolezza è l’anello di congiunzione fra Slow Food e l’agricoltura simbiotica ed è il filo conduttore dei progetti realizzati in collaborazione e con il sostegno di Eataly»

Tra questi anche una iniziativa che vedrà la luce nei prossimi mesi: un progetto nazionale per salvare i prati stabili, quei prati naturali ricchi di biodiversità che purtroppo stiamo perdendo: «Da un lato, il progetto valorizzerà il latte e i formaggi degli animali allevati grazie a pascoli ricchi di essenze, dall’altro, accompagnerà quegli agricoltori di pianura che decideranno di rigenerare terreni sfruttati, ripristinandone la biodiversità» spiega Milano.

Una nuova avventura che non vediamo l’ora di potervi raccontare.

 

Alla Tavola rotonda «Agricoltura Simbiotica dal campo alla tavola» insieme a Serena Milano erano presenti Sergio Capaldo, Fondatore del consorzio La Granda e ideatore della Certificazione Agricoltura Simbiotica, Alessandra Salvioli, Ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università degli Studi di Torino, Maria Rescigno, professore di Patologia Generale e ricercatrice dell’Humanitas University.


[1] British Journal of Nutrition (2012), 107, 242–251 “Nutraceutical value and safety of tomato fruits produced by mycorrhizal plants”