Billitteri, Slow Food Italia, al Senato: «Subito la legge sull’agricoltura contadina»

Le posizioni di Slow Food Italia sulla biodiversità arrivano in Parlamento.

Vi riportiamo l’intervento della nostra vice presidente Roberta Billitteri oggi 24 in Senato, intervenuta durante l’audizione in video conferenza, in relazione al Ddl n. 2243 (disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina).

Per guardare il video dell’intervento potete cliccare qui, Billitteri è la prima a intervenire.

Agricoltura contadina Billitteri Senato

Signor Presidente, On.li Commissari

a nome di Slow Food Italia APS mi preme innanzitutto ringraziare per questa convocazione.

Tutta l’attività che Slow Food ha svolto, sin dalla sua nascita, nel nome della conservazione e valorizzazione della biodiversità rappresenta il perno centrale della sua politica a difesa dei beni comuni. La nostra biodiversità alimentare, quella che è strettamente legata all’agricoltura e al cibo, è un insieme di culture, tradizioni e saperi che appartengono alle comunità, tramandate di generazione in generazione: un patrimonio immenso, presente oggi in Italia.

Una legge sul tema dell’agricoltura contadina è un risultato di portata storica

Per questo motivo Slow Food vede la emanazione di una legge sul tema dell’agricoltura contadina come un risultato di portata storica, e avrebbe piacere se questa legislatura, e voi On.li Senatrici e Senatori di questa Commissione, poteste intestarvelo.

È ormai noto che l’ultimo secolo passerà alla memoria per la distruzione di buona parte della biodiversità agraria che l’uomo era stato capace di selezionare e mettere a valore in migliaia di anni, di coltivazione e di allevamento.

È noto lo scenario descritto nel primo rapporto sullo stato della biodiversità mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura (pubblicato il 22 febbraio del 2019 dalla FAO): la per-dita di specie, razze e habitat naturali è pesantissima, in moltissimi casi irreversibile. E l’erosione genetica continua inesorabilmente ad avanzare, soprattutto per via di una pressione inesauribile da parte di un modello agricolo fortemente industrializzato.

Salvare la biodiversità è un dovere civile che assume significati che vanno ben oltre l’azione di recupero e valorizzazione di una varietà, di una razza, di un trasformato. La biodiversità secondo Slow Food, infatti, non è un catalogo di rarità gastronomiche ma è anche una risposta concreta a emergenze ed esigenze quotidiane. Parimenti, l’agricoltura contadina non è un modello restaurativo di pratiche ormai desuete, né tantomeno un clichè romantico da evocare e contrapporre ad un sistema produttivo razionale ed efficiente.

Biodiversità e Slow Food: una battaglia politica lunga trent’anni

Il pensiero di Slow Food sul tema della biodiversità in questi anni si è articolato ed evoluto in molteplici direzioni. Il tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale ha segnato un’impronta estremamente profonda in tutta l’azione associativa poiché ha permeato tutti i progetti in un senso sempre più concreto e misurabile.

L’approccio agroecologico

Nei molti anni di attività abbiamo dimostrato che intorno alla biodiversità, ruota un sistema culturale multidimensionale. Attraverso la conservazione e l’uso della biodiversità si agisce in modo virtuoso nei confronti della crisi climatica. L’approccio sistemico verso un modello agroecologico, che si fonda sull’uso della biodiversità e sulla sovranità degli agricoltori su razze, specie e varietà, è l’unico in grado di garantire un concreto rispetto delle risorse naturali, soprattutto di quelle non rinnovabili, ponendosi in netto contrasto con i sistemi monocolturali, industrializzati, in cui il massiccio uso di fertilizzanti, acqua, pesticidi crea un vero e proprio deserto ambientale e culturale di cui fanno le spese in primis tutti gli agricoltori di piccola scala. Una produzione agricola basata sulle risorse della biodiversità locale alimenta anche un diverso modo di fare mercato, valorizzare di più le specificità e dare risalto ai territori che, al contrario, in un’ottica globalizzata perdono completamente di significato.

Difesa del suolo

Attraverso la biodiversità contrastiamo il dissesto idrogeologico, mettendo a valore il ruolo decisivo del territorio e del paesaggio agrario quale elemento dinamico, disegnato dagli agricoltori, e non statico.

Agricoltura contadina Billitteri Senato

Difesa del paesaggio rurale

Attraverso la biodiversità si gioca un ruolo importante anche nella difesa del paesaggio rurale, disegnato e modellato nei secoli da migliaia di contadini e pastori con tecniche agroecologiche giunte a noi dai padri fondatori dell’agricoltura, nella conservazione degli ecosistemi, nella costruzione di equilibri integrati e funzionali che conducano al rispetto delle risorse naturali.

Sostegno alle filiere eque

Attraverso la biodiversità diamo anche un contributo al contrasto delle diseguaglianze per mezzo di un concreto sostegno a filiere eque, basate sul rispetto dei diritti dei lavora-tori, sul respingimento di qualsiasi logica di sfruttamento della manodopera, ma anche sui diritti di chi consuma e di chi produce. L’incontro tra produttore e consumatore di-venta uno strumento di conoscenza e di consapevolezza per dare a tutti la possibilità di scegliere in modo responsabile.

 

Nel mondo della biodiversità del nostro territorio non possiamo più permetterci di concentrarci solo sulle risorse a rischio di estinzione perché oggi significherebbe non prestare sufficiente attenzione a una moltitudine di piccoli agricoltori che si impegnano quotidianamente nella produzione di cibo per il consumo di prossimità.

Non possiamo lasciare soli gli agricoltori responsabili, dobbiamo sostenere i percorsi virtuosi che li riuniscono nei mercati, dobbiamo sostenere le loro esigenze di aggiornamento sul piano tecnico ma anche di raccordo con una ristorazione attenta ai prodotti di prossimità.

In tal modo si riuscirà a sviluppare maggiore attenzione ai prodotti di uso più quotidiano ponendo sem-pre al centro la sostenibilità delle produzioni (con protagonista il produttore) e la qualità dei processi di trasformazione del cibo a basso impatto.

L’adozione della legge sull’Agricoltura contadina significa raccogliere l’invito dell’Assemblea Generale ONU

Ecco dunque che l’adozione della legge sull’Agricoltura contadina significa raccogliere l’invito dell’Assemblea Generale ONU (che ha ufficialmente dichiarato il 2019-2028 il Decennio dell’agricoltura familiare) a generare un rinnovato impegno politico a sostegno degli agricoltori familiari e a creare politiche agricole pro-famiglia. La risoluzione, infatti, riconosce gli agricoltori familiari come leader chiave nel perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, in particolare nel “garantire la sicurezza alimentare globale, sradicare la povertà, porre fine alla fame, conservare la biodiversità, raggiungere la sostenibilità ambientale e aiutare ad affrontare la migrazione”.

L’adozione del ddl 2243 – Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina rappresenta, nel contesto europeo, un segnale chiaro, rivolto agli altri stati membri dell’Unione che l’Italia, quando si parla di Green Deal, di strategia Farm to Fork, intende fare seriamente e si pone come modello da seguire ed emulare.

L’adozione del ddl 2243 – Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell’agricoltura contadina diventa inoltre strumento essenziale per uniformare il sistema di norme regionali che, nel frattempo, sono nate allo stesso scopo, ovvero riconoscere e dare dignità e valore a quelle pratiche agronomiche e strutture economiche i cui caratteri fondanti sono: le forme di conduzione familiare, di comunità e cooperative legate al lavoro diretto sulla terra, le dimensioni aziendali limitate, il radicamento locale, le pratiche agronomiche conservative e sostenibili, le produzioni per l’autoconsumo e la vendita diretta nei mercati di prossimità o specifici, il controllo del ciclo produttivo attraverso la riproduzione delle sementi locali e delle razze autoctone, la trasformazione diretta dei propri prodotti.

Auspichiamo una legge su Agricoltura Contadina  assolva alla funzione di preservare il patrimonio di biodiversità

Esistendo nel nostro Paese una pluralità di modelli agricoli sono necessarie, ai fini di giustizia, di equità sociale, di gestione del territorio, di mantenimento dell’agrobiodiversità – misure adeguate e diversificate secondo le diverse realtà produttive agricole, per-tanto diventa primaria e fondante la definizione e il riconoscimento delle agricolture con-tadine come modello socio economico e, di conseguenza, l’individuazione di norme adatte ad esse.

Per questo, nel condividere le posizioni puntuali già espresse in questa sede dal Coordinamento della Campagna Popolare per l’Agricoltura Contadina, Slow Food auspica l’adozione di una legge che, promuovendo un modello sociale di agricoltura diffusa, partecipata, condivisa ed inclusiva, assolva alla funzione di preservare il patrimonio di biodiversità, preservare gli agro-ecosistemi dal degrado, difendere i territori marginali dallo spopolamento, dare a chi decide di “tornare alla terra” o anche a chi decide di non la-sciarla, una prospettiva.

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