Agitu Ideo: racconteremo il tuo coraggio

La notizia della morte di Agitu Ideo Gudeta ci ha lasciati letteralmente senza parole.

È una notizia terribile, resa ancor più drammatica e assurda dal fatto che si è trattato di omicidio. Ed è di poca consolazione sapere che le indagini abbiano già portato a individuare una persona sospettata di questo delitto.

Agitu era diventata un simbolo per Slow Food, almeno dal 2015. Un simbolo per tante ragioni: aveva combattuto il land grabbing in Etiopia; nel 2010 era dovuta fuggire e in Italia, in Trentino, aveva saputo inventarsi una nuova vita occupandosi di capre e di formaggi; era diventata un bellissimo esempio di integrazione; produceva formaggi naturali (a latte crudo, senza aggiunta di fermenti); si dedicava al recupero di una razza autoctona (la capra pezzata mòchena).

Per tutti questi motivi nel settembre del 2015 Slow Food le aveva assegnato il Premio Resistenza Casearia, durante la decima edizione di Cheese, a Bra. In quella occasione, Agitu ci aveva raccontato di essere stata costretta a fuggire dall’Etiopia per “evitare un destino brutto”. E ci aveva anche confessato che in Etiopia avrebbe voluto tornare, un giorno, appena fosse stato possibile.

Troveremo presto il modo per ricordarla e per portare avanti l’esempio del suo lavoro, del suo impegno, per far conoscere la sua storia.

Per ricordarla insieme…

L’intervista rilasciata per i Granai della memoria

Le motivazioni per il Premio Resistenza Casearia a Cheese 2015 e il suo commento

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
  • SiNo