Andiamo al mercato il minimo indispensabile e non fissiamoci sugli ingredienti

Il primo invito questa settimana è di andare al mercato il minimo indispensabile. Laddove riuscite, informatevi sui tanti gruppi di acquisto e aziende agricole che fanno regolarmente consegne a casa. La priorità in questo momento resta contrastare la diffusione del Covid-19 ed è una cosa da prendere molto seriamente.

Tuttavia i mercati e il commercio dei generi alimentari non si fermano, anche se si iniziano a sentire i primi contraccolpi con conseguenze strane, che fanno impazzire i prezzi per brevi periodi. Scegliete quello che costa meno nel momento in cui uscite, non fissatevi su particolari ingredienti. Per esempio i prezzi dei cavolfiori romaneschi sono saliti alle stelle, mentre sono scese le zucchine. Ci sono problemi rispetto al coinvolgimento del personale che effettua la raccolta: pensate che ora che la Spagna ha subito anche lei un numero importante di contagi, uno degli “orti d’Europa” si sta pian piano fermando e questo impatta inevitabilmente tutto il comparto.

ALTALENA DEI PREZZI CHE AVVANTAGGIA ALCUNI ACQUISTI

Da noi c’è un fenomeno particolare che è degno di grande considerazione. L’altalena dei prezzi è anche molto influenzata dal fatto che la ristorazione è completamente ferma, e alcuni prodotti da lei prediletti o di stagione stanno spuntando prezzi davvero stracciati. È il caso del pesce: a Milano, il principale mercato italiano, i ristoranti non comprano più, e al contempo i pescivendoli non possono disdire i loro accordi con i pescherecci, con il rischio di perderli in futuro. Per cui una grande quantità di pesce rimarrebbe invenduta e viene venduta a pochissimo. Lo stesso in questo momento vale per le fragole. Siamo in anticipo di due settimane e l’approvvigionamento è normale e regolare, ma la ristorazione e la pasticceria non assorbono prodotto, per cui oggi le troverete alla metà della settimana scorsa: tre euro circa contro i cinque o sei di sette giorni fa.

GLI ASPARAGI

E preparatevi perché da lunedì (22 marzo ndr), quando entreranno nel grosso della raccolta importanti giacimenti come la Puglia e la Maremma, gli asparagi costeranno pochissimo. Oltre il 50% della loro produzione di solito è assorbita dai ristoranti, pizzerie, osterie. In stagione di solito non c’è locale che non li proponga in menù, ma questo non accadrà. Per cui ci sarà una sovrabbondanza inedita, davvero importante, e conseguenti prezzi irrisori.

Questo è il bollettino attuale dei mercati, ma non rinunciamo anche noi a darvi il nostro piccolo incoraggiamento per questo periodo davvero difficile. Forza!

Carlo Bogliotti
Da La Stampa del 20 marzo 2020

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