Addio all’inventore dei Bibanesi

Si è spento sabato 8 febbraio, all’età di 76 anni, Giuseppe Da Re, per oltre 25 anni amico e sostenitore di Slow Food

Ci sono pochi prodotti che hanno accompagnato la storia di Slow Food, specie in Italia, per così lungo tempo e con così grande continuità e tra questi forse nessuno batte i Bibanesi. È anche per questo motivo che in queste ore tutte la grande famiglia della chiocciola sente di aver perso un vero amico.

La strada di Slow Food incrocia quella di Giuseppe Da Re nella prima metà degli anni ’90, quando i Bibanesi sono nati da poco tempo e la nostra associazione ha appena deciso di creare un evento dedicato alle migliori produzioni alimentari del nostro paese. È il Gran Menu, che si celebrerà a Verona, nei giorni di Vinitaly, nel 1994 e 1995: a tutti gli effetti è un prototipo dell’evento che nell’autunno 1996 farà la sua comparsa a Torino con il nome di Salone del Gusto. Giuseppe è tra i primi ad accogliere il nostro invito e la sua presenza, il suo supporto, il confronto di quegli anni pioneristici diventeranno un tassello fondamentale nella costruzione del successo di quelle iniziative. Da allora i Bibanesi non sono mai mancati ai nostri eventi, diventando in particolare una presenza irrinunciabile nei Laboratori del Gusto.

Ma è soprattutto Giuseppe ad essere al nostro fianco, con la presenza fisica agli eventi o con una vicinanza espressa in molti modi, tra cui vale la pena citare i 24 Orti in Africa finanziati attraverso la realizzazione di una confezione speciale di Bibanesi. Tanti momenti e tante cose fatte assieme, che hanno contribuito alla crescita dell’azienda Da Re e hanno permesso a Slow Food di realizzare alcuni dei suoi progetti.

In queste ore chi ricorda Giuseppe Da Re non dimentica di sottolinearne il profilo umano, che era ingrediente non secondario dei suoi prodotti: il fatto che i Bibanesi fossero stirati a mano per lui non significava solo esaltare l’aspetto artigianale, significava anche non rinunciare al lavoro delle persone, che per fare un prodotto buono dovevano stare bene.

Ti sia lieve la terra, caro Bepi.

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