Accompagnamento, Restanza, Comunità

Dall’Assemblea nazionale dei Soci di Slow Food Italia gli obiettivi della “Rigenerazione”

Si è svolta a Roma da venerdì a domenica* presso la Casa del Cinema in Villa Borghese la prima Assemblea nazionale dei Soci di Slow Food Italia Aps, a cui hanno preso parte i delegati nominati all’interno delle Assemblee regionali. Nel corso della due giorni, i partecipanti si sono confrontati sulle politiche associative da attuare a livello nazionale e, in particolare, sugli strumenti per mettere in atto la difesa della biodiversità alimentare attraverso azioni di advocacy e percorsi educativi ad ampio raggio. Nella sua relazione introduttiva, la Presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini ha sottolineato come l’Associazione intenda tutelare la biodiversità ponendo al centro della propria visione i sistemi locali del cibo e interrogandosi su cosa voglia realmente dire la parola “innovazione” e quali paradossi e contrasti tale concetto rechi con sé.

il Consiglio Direttivo di Slow Food Italia, composto da Raoul Tiraboschi, Federico Varazi, Barbara Nappini, Roberta Billitteri, Giacomo Miola – foto Antonio Puzzi / Archivio Slow Food

 

Ad aprire i lavori assembleari è stato l’antropologo Vito Teti, il quale si è soffermato sulla “restanza”, un fenomeno raccontato magistralmente nel suo ultimo libro, uscito proprio in queste settimane. “Restare – ha detto Teti – non vuol dire vivere in una valle di mulini bianchi ma agire l’innovazione. Senza questa riflessione, è impossibile cambiare il paradigma attuale verso un’ecologia e un’etica della restanza, mentre il rischio è quello di trasformare i paesi in villaggi turistici o meta per lo smart working, perdendone però l’anima stessa e un’occasione per nutrirci in profondità». Con lui, anche Anna Kauber, paesaggista e regista che ha raccontato il valore della pastorizia femminile che lei stessa ha avuto modo di vivere attraversando l’Italia e incontrando circa cento donne pastore: «I luoghi della pastorizia sono per vocazione le aree interne. In questi territori, sapevo che avrei toccato con mano alcuni tra i problemi più importanti affrontati dall’Italia oggi: cosa farsene della biodiversità, dei saperi? Restano tre parole chiave da tutto questo: accompagnamento; restanza; comunità».

Nella giornata di domenica, sono invece intervenuti, tra gli altri, alcuni rappresentanti della Rete Migranti di Slow Food coordinata da Abderrahamane Amajou: le loro testimonianze, portate da Thérèse Theodor, Ibrahim Camara, Nuha Saegh e Roberto Matrangolo hanno espresso i quattro temi che le comunità migranti vorrebbero sviluppare nei prossimi anni: sviluppo di nuove economie e innovazione, educazione e valorizzazione delle diversità, ma anche cooperazione con i paesi di origine. Il loro contributo ha evidenziato l’arricchimento che ogni cultura migrante tributa al paese d’approdo: in questo senso il cibo è uno straordinario strumento di mediazione interculturale.

Barbara Nappini consegna la bandiera della pace a Luciana Castellina Foto Antonio Puzzi / Archivio Slow Food

 

Nel corso della mattinata, si è dato poi spazio agli interventi di Famiano Crucianelli, Presidente del Bio-Distretto della Via Amerina e Luciana Castellina, a cui sono state affidate le parole di chiusura dei lavori. Castellina è stata parlamentare e più volte eurodeputata ed è dal 2014 la presidente onoraria dell’ARCI. Luciana Castellina è stata inoltre tra le firmatarie del Manifesto dello Slow Food, all’origine del nostro Movimento. Nel suo intervento, ha insistito con forza sulla necessità di trovare percorsi di pace: «Parlo a voi in quanto presidente onoraria dell’Arci e firmataria del Manifesto Slow Food. Sono molto preoccupata per questa guerra in corso perché – come dice Papa Francesco – oggi non è possibile fare una guerra, neppure una guerra giusta. Dobbiamo dunque costruire le vie della pace». Al termine di queste parole, a nome dell’associazione, la Presidente Barbara Nappini ha donato a Luciana Castellina una bandiera di Slow Food con i colori dell’arcobaleno.

 

L’Assemblea nazionale dei Soci di Slow Food Italia si è svolta nell’ambito dell’Anteprima Terra Madre “Rigenerazione” che da venerdì 13 a domenica 15 maggio ha popolato il Viale delle Magnolie e la Casa del Cinema di Villa Borghese con due conferenze, un Mercato della Terra e molteplici attività per bambini e famiglie. La tre giorni è stata organizzata con il sostegno della Regione Lazio, in collaborazione con Legambiente, Arsial, Comune di Roma e Slow Food Lazio, e la partecipazione dei Piccoli Comuni del Lazio. Rigenerazione – Anteprima Terra Madre è stato il secondo appuntamento del ricco programma di eventi organizzati da Slow Food che, attraversando l’Italia, culminerà a Terra Madre Salone del Gusto, a Torino dal 22 al 26 settembre. The Road to Terra Madre è il nome di questo percorso con cui si propongono modelli concreti per cambiare un sistema agroalimentare di cui la crisi climatica, la congiuntura pandemica e in ultimo la guerra in Ucraina stanno facendo emergere tutte le incongruenze.

13, 14 e 15 maggio 2022

 

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