A tavola M’illumino di meno. Dimmi come mangi e ti dirò che ambientalista sei (psicosi incluse)

Ecco i suggerimenti di Slow Food in occasione della celebre campagna radiofonica M’Illumino di Meno che dedica la sua 18esima edizione al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili.

Ideata nel 2005 dalla trasmissione Caterpillar di Radio 2 insieme a Rai per il Sociale, quest’anno la campagna rivolge a tutti i partecipanti un invito ancora più ambizioso: accompagnare il gesto simbolico di spegnimento delle luci a ulteriori azioni che, se combinate tra loro, possono contribuire a guidare verso una radicale transizione ecologica. 

M’Illumino di meno

E da qui lo slogan del 2022: pedalare, rinverdire e in generale migliorare.

M’illumino di Meno 2022 mette al centro dell’iniziativa il ruolo propositivo e trasformativo della bicicletta e delle piante, e propone un decalogo da seguire per diminuire il nostro impatto ambientale.

Anche Slow Food partecipa, accendendo però l’attenzione sul dispendio energetico legato al cibo, una questione che offre differenti spunti di riflessione, tra educazione al consumo, spreco alimentare e diete amiche del clima.

Ognuno di noi si impegna ogni giorno a vivere in modo più sostenibile tramite una serie di atteggiamenti. Qui in ufficio lo sappiamo bene: c’è chi lavora addirittura senza riscaldamento e con le luci spente! L’arte del risparmio insomma, è di casa. 

E tu, in quale categoria di risparmiatore ti riconosci meglio?

Contadinilista

Sportina della spesa in mano, animo mattiniero, abile con il dialetto, sfida e ammicca alle assidue casalinghe. Per il contadinilista il mercato è un appuntamento fisso. Perché una volta trovato il contadino di fiducia, ça va sans dire, il patto di amicizia non può essere sciolto.

Tuttavia comprare locale e di stagione non vuol dire solo dialogare in prima persona con i produttori, ma anche evitare i 1900 chilometri che un pasto medio affronta per arrivare su una tavola occidentale.

[Una scomoda verità, dir. Davis Guggenheim, 2006]

Infatti, secondo gli studi compiuti dall’università di Stoccolma, un pasto a base di alimenti importati genera una quantità di CO2  nove volte superiore rispetto a quella rilasciata da alimenti locali.

[Annika Carlsson-Kanyama, Climate change and dietary choices — how can emissions of greenhouse gases from food consumption be reduced?, Food Policy, Vol. 23, N. 3/4, 1998, p.289, link]

Sfusaro 

Etichettatore seriale e collezionista di barattoli, barattolini e barattoloni. Poco importa il materiale, la forma o la misura. L’importante è che a confezionarlo sia il sottoscritto.  

L’obiettivo non è solo la riduzione dei rifiuti, ma anche degli sprechi alimentari. 

Comprare sfuso è ecologico e sostenibile. Il costo dei cibi nei supermercati è infatti dato principalmente dal loro imballaggio. Vale a dire dalla parte non commestibile che il consumatore è costretto a comprare. Secondo un report del Consorzio nazionale imballaggi (Conai) negli ultimi otto anni, in Italia le aziende che si sono impegnate per trovare soluzioni di packaging più innovative ed ecosostenibili hanno ridotto del 22% delle emissioni di anidride carbonica annue e del 20% quelle di energia. Un risparmio che si riflette anche sulla spesa del consumatore.

[Conai, Green Economy Report 2019, 2020, p.68, link]

Inoltre, comprare un prodotto alla spina permette di regolarsi anche sulle quantità, che sono quelle giuste per le proprie necessità.

M’Illumino di meno

Pollice verde

Alberi, piante, svariate specie floreali, orto a cm zero e chi più ne ha ne coltivi. La cromoterapia lo dimostra: il colore verde trasmette armonia e tranquillità e aiuta a rilassarsi. Un’ottima scusa per gli appassionati di natura, che possono trasformare casa in un’oasi zen ricca di biodiversità.

Estendere infatti la superficie occupata dagli ecosistemi verdi può aumentare la quantità di anidride carbonica assorbita.

Spazio per farlo ce n’è: uno studio pubblicato su Science ha dimostrato che a livello globale sarebbe disponibile circa un miliardo di ettari per realizzare un’opera di riforestazione. 

Certo, piantare solo nuovi alberi non salverà il pianeta. Ma è di certo la soluzione più immediata che possiamo svolgere.

Un albero per il futuro è infatti uno dei principali progetti della nuova edizione di Caterpillar: l’obiettivo è raggiungere 50.000 alberi in 10 anni, per creare un bosco diffuso in tutta Italia di alberi di specie autoctone che permetteranno di migliorare la qualità dell’ambiente.

Chef degli avanzi

Oggi per pranzo polpette di ceci cotti lunedì, riso avanzato di ieri sera, verdure scongelate questa mattina e pangrattato di pane raffermo. Che ne ne pensate?

Nessun avanzo riesce a spaventare il mago dell’economia circolare, colui che riesce a ridare vita anche alle briciole. Dagli scarti più impensabili assembla e crea ricette degne di un ristorante. Basta un po’ di ingegno e fantasia. 

Si sa che lo spreco alimentare produce dispendi di energia inutili. Allo spreco alimentare sono associate emissioni di gas-serra per circa 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, pari a oltre il 7% delle emissioni totali (nel 2016 pari a 51,9 miliardi di tonnellate di CO2). Se fosse una nazione, lo spreco alimentare sarebbe al terzo posto dopo Cina e Usa nella classifica degli Stati emettitori.

[Ispra, Spreco alimentare: un approccio sistemico per prevenzione e la riduzione strutturali, 2017, Roma, p.6, link]
[Fao, Food wastage footprint. Impacts on natural resources, 2013, p.17, link]

Per questo Slow Food e Zero Waste hanno elaborato delle linee guida per combattere la crisi climatica attraverso un approccio olistico, che analizzi il sistema alimentare come un insieme complesso e interconnesso di pratiche agricole, economiche, sociali e culturali.

L’integralista bio

Il manuale di agricoltura biologica è la sua bibbia e il testamento del giorno recita più o meno così: no ai pesticidi, via le monocolture e lavorazioni intensive, ben vengano le pratiche ecologiche, sempre siano sante le rotazioni, ode al benessere animale e viva i legumi!

L’integralista bio seleziona qualsiasi tipo di alimento: che si parli di frutta e verdura, o soprattutto di prodotti animali, l’importante è che siano di qualità e che facciano bene non solo a noi, ma anche alla terra.

Certi tipi di coltivazione e allevamento permettono infatti di aumentare la capacità del suolo di trattenere l’acqua, diminuendo il fabbisogno idrico, e utilizzano sistemi naturali che riducono l’inquinamento delle falde. 

In un anno le emissioni di una persona che sceglie di consumare prodotti ottenuti da agricoltura biologica o biodinamica sono fino a 30% in meno rispetto a una persona che consuma prodotti da agricoltura convenzionale in Europa [Tiziano Gomiero, David Pimentel &Maurizio G. Paoletti, Environmental Impact of Different Agricultural Management Practices: Conventional vs. Organic Agriculture, 2011, link], mentre ammontano a 15.000 i litri di acqua necessaria a produrre un chilo di carne bovina [Water footprint of crop and animal products: a comparison]

Chiocciola incallita

Ma hai visto il nuovo Presidio Slow Food della Campania? Devo assolutamente seguire la lezione dell’Alleanza dei Cuochi! Cosa dice lo Slow weekend questa settimana? 

Co- produttore per eccellenza. Conosce a memoria la guida Slow Food delle Osterie d’Italia, sa vita morte e miracoli del movimento buono, pulito e giusto e, soprattutto, ricorda per filo e per segno da dove arriva la carne di tizio, le verdure di caio, la storia del prodotto, il metodo di produzione, chi, come e dove lo produce. In poche parole, sa esattamente cosa sta mangiando e anche il perché. 

I Presìdi Slow Food e i prodotti dell’Arca del Gusto hanno infatti un miglior impatto ambientale rispetto ad alcuni alimenti industriali. Lo ha dimostrato il rapporto pubblicato da Indaco2 che analizza gli impatti ambientali attraverso l’Analisi del Ciclo di Vita (LCA), in particolare la Carbon Footprint, ovvero la stima delle emissioni di gas a effetto serra.

Se guardiamo ad esempio al Presidio Slow Food del Macagn, questo produce meno dell’83% di emissioni di anidride carbonica rispetto a un formaggio industriale, e tale risparmio – a confronto con la produzione di gas serra di un caseificio industriale (per produrre la medesima quantità di formaggio) – corrisponde alle emissioni di un’auto che percorre 154.000 km.

Quest’anno M’illumino di Meno vi invita a pedalare, rinverdire, migliorare e spegnere luci di casa come gesto di pace. Partecipa anche tu! Le iscrizioni scadono oggi! 

Slow Food si impegna quotidianamente non solo per garantire un cibo buono, pulito e giusto per tutti, ma anche per educare a uno stile di vita sostenibile e rispettoso dell’ambiente. 

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