A scuola di biodiversità: 5 nuovi Orti in Africa coinvolgono 5mila bambine e bambini

Sono più di 5mila le bambine e i bambini delle scuole primarie di Mzuzu, nel distretto di Mzimba, nel nord del Malawi, che parteciperanno alle attività organizzate nei cinque nuovi Orti in Africa che la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus ha appena avviato.

Il progetto ha preso il via lo scorso marzo con una due giorni di formazione organizzata in collaborazione con i locali ministeri dell’Agricoltura e dell’Istruzione e destinata a 24 insegnanti, direttori e membri delle comunità locali che ospitano le scuole. Le attività negli orti con gli alunni invece sono partite proprio in queste settimane, anche a causa del blocco delle lezioni determinate dall’emergenza Coronavirus.

Uno studente nell’orto scolastico di Gamba, Malawi

I bambini, che hanno tra i 5 e gli 8 anni, sono membri delle comunità indigene Tumbuka e Chewa. Sono loro i protagonisti: accompagnati dai formatori, negli Orti hanno l’opportunità di avvicinarsi alle varietà autoctone e sperimentare direttamente sul campo i principi della gestione agroecologica della terra, imparando l’uso consapevole delle risorse idriche e producendo semi. Gli Orti in Africa di Slow Food, oltre a fornire cibo fresco, buono, pulito e giusto, sono vere e proprie aule all’aria aperta dove i bambini possono imparare divertendosi.

«Queste scuole fungono da modelli di apprendimento per altre scuole che vogliono avvicinarsi alla filosofia di un cibo buono, pulito e giusto» commenta Manvester Ackson Khoza, referente in Malawi del progetto Slow Food degli Orti in Africa. «Vogliamo diffondere la cultura dei nostri antenati, spiegare alla nostra gente come produrre cibo in modo autonomo e metterle nelle condizioni di avviare imprese che – adottando un approccio agroecologico – siano in grado di assicurare un reddito».

Alcuni formatori e studenti delle comunità indigene Tumbuka e Chewa in uno dei nuovi orti.

Il progetto degli Orti in Africa punta a realizzare diecimila orti nelle scuole e nei villaggi africani, per garantire alle comunità cibo fresco e sano e non solo: l’impegno di Slow Food è complessivo e passa dalla promozione del consumo locale all’educazione nelle scuole, dalla valorizzazione della biodiversità alla la valorizzazione delle gastronomie africane, fino alla sensibilizzazione su grandi temi che da sempre ci stanno a cuore, come gli Ogm, il land grabbing e la pesca sostenibile. 

Il lancio del progetto è avvenuto nel 2010, quando venne fissato l’obiettivo di realizzare mille orti: raggiunto il traguardo, nel 2014 si è deciso di rilanciare la sfida e arrivare ad avviarne diecimila. Oggi siamo già a quota 3.334.

Bambini e bambine delle comunità indigene Tumbuka e Chewa in uno dei nuovi orti.

I cinque orti scolastici in Malawi rappresentano solo il primo passo dell’impegno di Life a sostegno della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus per il biennio 2020 e 2021. Il prossimo anno, infatti, sempre con il sostegno di Life, la Fondazione Slow Food avvierà altri cinque orti in Uganda.

«Siamo orgogliosi di intraprendere questo importante progetto e di rinnovare la nostra pluriennale collaborazione con la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. Un dovere per la nostra azienda anche a riprova del fatto che tutti i nostri prodotti provengono direttamente dalla coltivazione della terra» commenta Davide Mario Sacchi, responsabile marketing e quarta generazione della famiglia piemontese alla guida di Life. «Con Slow Food negli anni scorsi abbiamo anche lavorato, e continueremo a farlo, nelle scuole italiane con il progetto Orto in Condotta».

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