A San Valentino vivi e regala biodiversità

Anche noi oggi ci teniamo a farvi gli auguri e a celebrare l’amore, in tutte le sue forme. E a festeggiare il nostro amore incondizionato per la biodiversità!

Ecco i nostri consigli per un San Valentino davvero buono (per noi e per il pianeta)!

Fiori

Cominciamo con i fiori, simbolo di questa giornata. Non vogliamo rovinarvi la festa, ma crediamo sia utile usare la testa quando facciamo le nostre scelte d’acquisto. E dare nuovi punti di vista.

Forse non tutti sanno che l’impronta ecologica dietro un mazzo di fiori è imponente: dalla notevole quantità di acqua sottratta ad altri scopi in territori come l’Africa e l’America Latina, all’uso intensivo di pesticidi e diserbanti che impattano sulla salute di lavoratori e comunità che vivono vicino a serre e campi, fino al grande impiego di sostanze chimiche usate nella conservazione, per permettere a rose e orchidee di mantenersi in buono stato nonostante i lunghi viaggi.

Spesso sono migliaia i chilometri che i fiori percorrono per arrivare freschi nelle nostre case e alberghi. L’impatto ambientale del loro trasporto è enorme: i fiori recisi importati viaggiano spesso, Oltreoceano e non, nelle stive refrigerate degli aerei. I fiori, prodotti in Colombia, Ecuador, Zimbabwe o Etiopia, hanno come principale destinazione l’Europa e il Nord America. Mentre i Paesi Bassi continuano ad essere il centro di smistamento europeo, la maggior parte della produzione floreale avviene in territori più favorevoli dal punto di vista climatico e dove il costo della manodopera è minore.

San Valentino regala biodiversità

A ciò vanno aggiunti gli imballaggi e le decorazioni: oltre alla plastica monouso, materiali usati nel settore, come la schiuma floreale, comuni nelle composizioni, nei bouquet, nelle ghirlande, non possono essere, al momento, compostati o riciclati.

Infine, sono da considerare gli sprechi o la distruzione di surplus di fiori prodotti e rimasti invenduti negli ultimi anni, soprattutto a causa delle stringenti misure adottate dai vari Stati per arginare il Coronavirus, come raccontato da Reuters a proposito di Leung Yat-shen, coltivatore di fiori di Hong Kong. (Fonte materiarinnovabile)

L’ALTERNATIVA SLOW 

L’alternativa Slow? Che ne dite di un bel mazzo di radicchio? Come proposto da una campagna di Natoora (una bella realtà che offre prodotti bio e stagionali ai ristoratori di qualità di New York, Londra e Parigi) che ci ha fatto riflettere su qualcosa a cui forse non avevamo pensato, al posto dei fiori possiamo regalare qualcosa di edibile. La nostra proposta Slow? La rosa di Gorizia, o anche un bel mazzo di carciofi! I nostri Presìdi ne tutelano ben 9.

San Valentino regala biodiversità

Cioccolato

Non tutto il cioccolato è buono. E purtroppo non stiamo parlando delle qualità organolettiche. Per tanti, troppi lavoratori, spesso bambini, il cacao ha un gusto amaro. Quello dello sfruttamento, della fatica, dei maltrattamenti cui sono sottoposti i minori costretti a lavorare nelle piantagioni di cacao. Il 72% delle fave di cacao nel mondo viene dall’Africa, dove Costa d’Avorio e Ghana coprono insieme più della metà della produzione complessiva: è qui che il dramma dello sfruttamento assume dimensioni impressionanti. Secondo una recente ricerca della Tulane University di New Orleans, 2.26 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e 17 anni d’età sono coinvolti nella produzione di cacao in uno di questi due Paesi. Ne avevamo parlato qui.

Come fare? Affidatevi al FairTrade o alle produzioni artigianali vicine a voi che seguono la filiera e si interessano dell’origine delle materie prime come la fava di cacao. Chiedete! Esistono tante realtà in Italia che lavorano con passione e realizzano prodotti di qualità. Forse il prezzo sarà un po’ più alto ma meglio poco e buono che a poco ma insostenibile.

Un consiglio per un cioccolato che sia anche buono dal punto di vista organolettico: leggete l’etichetta! Gli ingredienti sono riportati in ordine decrescente per quantità: un cioccolato che si rispetti avrà quindi come primo ingrediente della lista la pasta di cacao. Se per primo compare lo zucchero, il consiglio è di evitare! In genere, un fondente è composto da: pasta di cacao, zucchero, burro di cacao, lecitina, vaniglia. I primi due sono obbligatori per legge mentre gli altri sono a discrezione del produttore.

Serata al ristorante

Se avete voglia di uscire, nonostante la dittatura dei tavoli da due di questa serata, il nostro consiglio è di regalare una esperienza e non solo un mero pasto. E che cosa poter trovare di meglio delle nostre Osterie (recensite dalla guida di Slow Food Editore) dove vivere la storia della gastronomia regionale? O ancora una visita da uno dei nostri cuochi dell’Alleanza che sapranno portare la biodiversità nei vostri piatti.  L’elenco delle Osterie e dei cuochi Slow Food lo trovi su Slow Food in Tasca, la web app di Slow Food Italia dedicata ai nostri soci.

Slow Food tutto l’anno

E a proposito di Slow Food in Tasca, il regalo più ambito non potrà che essere un anno intero alla scoperta della biodiversità italiana.

Come fare? Basta sottoscrivere la tessera Slow Food, accedere a Slow Food in Tasca e avere sempre a portata di mano tutta la bontà della nostra Italia.