Resistenza contadina: le conquiste delle donne di Aglou

Latifah Dibe è una giovane e determinata donna di Sidi Bounuar, minuscolo paesino a Sud d’Agadir, non troppo lontani da Aglou villaggio rurale della provincia di Tiznit, regione di Souss-Massa del Marocco.

A Sidi Bounuar il mare è la prima risorsa di sostentamento: gli uomini sono per lo più pescatori e le donne raccoglitrici di frutti di mare, un lavoro duro di cui solo di recente la comunità ha iniziato a riconoscerne il valore.

Una consapevolezza che Latifah ha contribuito a creare e che Slow Food rafforza sostenendo il festival “Slow Fish Tigri” e lavorando alla creazione di un Presidio che tutela le raccoglitrici di frutti di mare di Aglou. Tigri, parola Amazigh, significa frutti di mare, ma anche il periodo del mese lunare in cui è possibili pescarli. Prima che ci fosse l’incontro tra Latifah e Slow Food, il lavoro delle raccoglitrici non veniva considerato tale, ma uno dei tanti compiti che la donna doveva assolvere in famiglia. Tenete presente che non si tratta di un lavoro domestico al pari di lavare e stendere il bucato, ma di un compito pesante e pericoloso: per 5 giorni, due volte al mese (durante il periodo lunare tigri), le donne si svegliano all’alba e scendono al mare. La raccolta avviene in due momenti della giornata: intorno alle 4 del mattino, per 4-5 ore, e il pomeriggio alle 16 per altre 2-3 ore, fino a quando arriva l’alta marea. Non è facile stare in equilibrio sulle rocce con il mare grosso e superato questo scoglio, bisogna tornare al villaggio, distante 3 km, a piedi, con il secchio di cozze sulla testa, spesso zuppe d’acqua di mare, e comunque sfinite per le già lunghe ore di lavoro. Altro particolare: le donne non sanno nuotare e sanno che non possono farsi male perché l’accesso alle cure mediche non è scontato. Capirete bene che una qualche forma di tutela e riconoscimento era necessario.

Ed è arrivato grazie a Latifah che ha riunito le donne nell’associazione «Femmes Tigri pour le développement durable» (Donne tigri per lo sviluppo sostenibile).

«Abbiamo l’obiettivo di creare contesti e occasioni per sostenere l’emancipazione e l’indipendenza di queste donne attraverso la commercializzazione dei frutti di mare. Ma il nostro lavoro non si limita a noi: vogliamo far conoscere il villaggio di Sidi Bounouar». A dare manforte a Latifha si è unita Fatima Atanane, presidentessa della Cooperative feminine produis de la mer, la prima cooperativa del Marocco che trasforma, lavora e commercializza le cozze. Grazie alla cooperativa, le donne raccoglitrici hanno conquistato finalmente una ricompensa per il loro lavoro. Ora vorremmo che questo lavoro fosse anche riconosciuto legalmente, perché possa diventare veicolo per la previdenza sociale oltre che mezzo riconosciuto per il sostentamento per la famiglia.

Per migliorare il quotidiano di queste donne serve anche un mezzo di trasporto, per evitare il ritorno sfiancante cariche di cozze, oltre alla perdita di guadagno dovuta alla vendita sottocosto lungo la strada. Non solo. La Condotta locale di Slow Food e l’associazione marocchina Amoud per lo sviluppo hanno avviato un progetto per la costruzione di una Casa del Mare con spazio vendita, ristoro e qualche camera per l’accoglienza. Insomma, una piccola economia rurale che può aiutare le donne (e la comunità tutta).

Un esempio insomma del valore non solo ambientale, ma anche economico e sociale della biodiversità.

Prima dell’incontro tra Latifah e Slow Food, l’attività delle raccoglitrici di frutti di mare nella provincia di Tiznit non veniva considerato un vero e proprio lavoro, ma uno dei tanti compiti che le donne dovevano assolvere in famiglia.

Ora questo compito è divenuto veicolo di riconoscimento sociale, economico e di emancipazione. Manca ancora il riconoscimento legale, ma insieme possiamo sostenere le donne di Tiznit e ottenerlo.

Scopri come grazie al tuo 5×1000 alla Fondazione Slow Food per la Biodiversità ONLUS garantiamo dignità al lavoro di Latifah e riconosciamo il valore economico e sociale della biodiversità in Marocco come in tutto il mondo.

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