5 buoni motivi per ridurre il consumo di carne…

…e 5 consigli per riuscire a farlo senza stravolgere il tuo stile di vita

«Possiamo considerare la nostra atmosfera come un budget per le nostre spese: metano e protossido di azoto sul breve periodo costituiscono spese in gas serra nettamente maggiori rispetto alla Co2, quindi sono quelli che è più urgente tagliare. Dato che a produrli sono soprattutto le nostre scelte alimentari, sono anche i più facili da tagliare». (Jonathan Safran Foer, Possiamo salvare il mondo prima di cena, Milano, Guanda 2019, leggi qui l’intervista all’autore)

Sentiamo sempre di avere il tempo contato. Tra lavoro, famiglia e impegni vari, le giornate scorrono veloci e spesso sacrifichiamo proprio il tempo che dovremmo dedicare al cibo: una corsa al supermercato, un piatto pronto o un pollo già arrostito paiono risolvere la situazione. Ma è pura illusione. Se il beneficio momentaneo di aver salvato il menù della cena può far tirare un sospiro di sollievo, i costi nascosti dietro ai nostri acquisti sono ben più pesanti.

E invece con le nostre scelte possiamo fare la differenza. Soprattutto se parliamo di carne: ridurne il consumo, sceglierla di qualità, proveniente da allevamenti che rispettano l’ambiente e il benessere degli animali, è necessario per – almeno tentare  – risolvere la crisi climatica. Non solo, i vantaggi di una riduzione del consumo di carne e di una scelta attenta di quale carne mangiare, ci porterà benefici che in pochi conoscono.

Ecco allora cinque motivi per ridurre il nostro consumo e altrettanti consigli per farlo senza troppe sofferenze!

PER MISURARE IL VOSTRO CONSUMO DI CARNE FATE QUESTO QUIZ! 

1Costi ambientali

Ridurre il consumo di carne è obbligatorio per contenere il riscaldamento globale. Tutte le altre opzioni non sono efficaci se non associate al taglio delle emissioni dovute agli allevamenti.

Con il 14,5% delle emissioni totali di gas serra (Livestock’s Long Shadow, Fao 2006), il settore zootecnico – in particolare gli enormi allevamenti intensivi – è una delle principali fonti di gas climalteranti, più del settore dei trasporti, che contribuisce per il 13%. Non solo: a livello globale, l’umanità sfrutta il 59% di tuta la terra coltivabile per crescere foraggio per il bestiame, tanto che ci mangiamo 65 MILIARDI di polli in un anno e che nel mondo per ogni essere umano ci sono 30 animali allevati (JSF, op. cit, pag 93, 97).

Le conseguenze sono colture intensive che si mangiano il suolo fertile e rilasciano agenti altamente inquinanti (dovute a fertilizzanti e pesticidi) per suolo, acqua e aria.

Se non vi bastasse vi ricordiamo che un terzo di TUTTA l’acqua potabile usata dall’uomo è destinata al bestiame, mentre un trentesimo appena è utilizzata nelle case. Con questo ovviamente non vogliamo dirvi di non fare più attenzione, ma che ridurre il consumo di carne è necessario.

#VacciSlow 1: Come fare?

Scegli la Dieta Mediterranea, varia verdure e legum e fermati a 500 grammi di carne alla settimana (salumi compresi!, mi raccomando) e chiedi al tuo macellaio carne allevata nel rispetto del benessere degli animali e dell’ambiente. Concediti una “gita” in fattoria: sarà utile per conoscere produttori locali e sperimentare l’acquisto diretto. Qui puoi trovare gli allevamenti dei Presìdi Slow Food in Italia  https://www.fondazioneslowfood.com/it/nazioni-presidi/italia-it/?fwp_settori_presidi=razze-animali-e-allevamento-it

2 Costi per la biodiversità

Se la domanda dei consumatori si concentra sulle stesse tipologie, solo una produzione di tipo intensivo potrà accontentarli.

Dall’avvento dell’agricoltura – circa 12 mila anni fa – gli esseri umani hanno distrutto l’83% di tutti i mammiferi selvatici e la metà delle piante (JSF, op cit, pag. 89). Un disastro alimentato dalle fabbriche di carne che usano solo razze selezionate per l’allevamento intensivo. Il settore zootecnico è il principale responsabile della perdita complessiva di biodiversità sul nostro pianeta: un quarto delle razze animali sopravvissute rischia di estinguersi nei prossimi anni.

#VacciSlow 2: Come fare?

Variare la scelta significa allentare la pressione su alcune specie. E poi ricorda, non esistono solo cosce o petti! Se tutti scegliamo un solo taglio causiamo un forte spreco e la conseguente richiesta di nuovi animali. Riscoprire la gastronomia locale e tradizionale aiuta a capire che a ogni ricetta corrisponde un taglio. Prova le ricette che trovi su www.slowfoodeditore.it e in particolare qui.

3 Costi per la nostra salute

500 grammi di carne alla settimana bastano e avanzano

Il consumo elevato di carni rosse e conservate, insieme a quello di grassi saturi, zuccheri, sale e in generale di cibo-spazzatura (ovvero ultra-processato) è associato a malattie cardiache, diabete, alti livelli di colesterolo nel sangue e alcune forme di cancro.

Se non vi basta aggiungiamo che il 70% degli antibiotici prodotti a livello mondiale sono utilizzati per il bestiame, un abuso che ne riduce l’efficacia nel curare le malattie umane. Si tratta di una emergenza sanitaria tra le più preoccupanti secondo Ue.

#VacciSlow 3: Come fare?

Stando alle indicazione della Oms e della maggior parte dei nutrizionisti, a un adulto sano bastano 500 grammi di carne alla settimana. Non è poca! Aumenta il consumo di legumi e vegetali, anche qui, fai incetta della gastronomia locale: il gusto non ti mancherà.

4 Costi per gli animali

Gli animali sono esseri senzienti e meritano rispetto

Gli animali allevati nelle fabbriche di carne sono esseri senzienti ridotti a ingranaggi di un macchinario, materie prime per essere trasformate e vendute a poco prezzo. Di conseguenza gli animali vivono la loro breve e dolorosa vita confinati in gabbie strette, spesso sono legati e sottoposti a mutilazioni: si tagliano i becchi, la coda e le ali, si procede alla castrazione senza l’uso di anestesia, le corna sono disincarnate a 5-6 settimane di età in modo da non ferirsi a causa dello stress e delle tensioni di uno stile di vita innaturale. Nell’allevamento intensivo, gli animali raramente pascolano all’aperto e quando lo fanno, sono disponibili solo piccoli recinti. Per non parlare dell’alimentazione, assolutamente innaturale, che causa gravi problemi di salute.

Infine, il trasporto al macello comporta di solito molte ore di viaggio in condizioni che generano grandi sofferenze, stress e paura. Pensate che nel 2018 oltre il 99 per cento degli animali consumati in America proveniva da allevamenti industriali. Tristezza cosmica.

#VacciSlow: Come fare?

Metti il benessere animale al primo posto. Per farlo, affidati a consorzi, associazioni o aziende che adottano disciplinari rigorosi sull’alimentazione e il benessere degli animali. Informati, chiedi, pretendi! Rifiuta carne proveniente da allevamenti che non rispettano gli animali. Leggi bene le etichette che possono fornire informazioni utili, sul tipo di carne che stai mangiando. Chiedi al tu macellaio, influenza i tuoi amici!

5 Costi sociali

Moderare le nostre abitudini vuol dire costruire un mondo più giusto

Nel 2010 i prezzi dei prodotti alimentari hanno raggiunto i livelli più alti dagli anni Novanta. La crescita della domanda di prodotti agricoli non è dovuta solo alla crescita demografica, ma anche all’uso di queste risorse per scopi diversi dall’alimentazione umana come i mangimi e i biocombustibili e alla speculazione finanziaria.

Nel Sud del mondo, il consumo di carne è un lusso e la fame è la principale causa di morte. Ad oggi, 900 milioni di persone non hanno accesso al cibo o sono sottonutrite, mentre 1,9 miliardi di persone sono in sovrappeso.

Moderando le nostre abitudini alimentari, possiamo costruire un mondo più giusto. Molti Paesi che hanno vissuto decenni di penuria possono aumentare il loro consumo di carne, ma noi che ne abusiamo dobbiamo assolutamente ridurlo. Ora.

#VacciSlow 5: Come fare?

Diffida di prezzi troppo bassi, perché spesso sono indice di una pessima qualità dell’alimentazione somministrata agli animali, di sfruttamento, di costi nascosti che ricadono sull’ambiente o ancora delle pessime condizioni lavorative applicate negli allevamenti e nei macelli industriali.

 

A cura di Annalisa Audino, Desirèe Colacino  e Michela Marchi
a.audino@slowfood.it
d.colacino@slowfood.it
m.marchi@slowfood.it

La campagna Meat the Change, con un gioco di parole ci invita a riflettere sulle nostre abitudini alimentari che tanto influiscono sulla crisi climatica, e di conseguenza cambiare il consumo di la carne nella nostra dieta. Allo stesso tempo ci invita ad andare incontro al cambiamento di cui, attraverso scelte di consumo più attente, si può diventare protagonisti.

#VACCISLOW

Utilizza l’hashtag #VACCISLOW sui tuoi social network e diffondi la campagna.
Ogni giorno le nostre decisioni possono avere un impatto sulla nostra salute, ma anche sull’ambiente e, in particolare, sul clima.

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