10 consigli per contribuire a mitigare i cambiamenti climatici in atto

1  Rispettiamo ogni goccia d’acqua
2  Scegliamo l’agricoltura sostenibile
3  Mangiamo plurale: frutti, verdure, carni…
4  Mangiamo locale, pensiamo globale
5  Scegliamo prodotti di stagione
6  Acquistiamo da chi produce
7  Mangiamo meno e meglio!
8  Riscopriamo i legumi
9  Usiamo gli avanzi, evitiamo gli sprechi
10 Diventiamo co-produttori 

Alza la voce, non il livello del mare: questo lo slogan della Giornata Mondiale dell’Ambiente, evento di portata internazionale che ormai da quarantuno anni accende i riflettori sulle tematiche ambientali. In linea con la proclamazione da parte dell’Onu del 2014 come Anno internazionale dei piccoli Stati insulari, la Wed (World Environment Day) pone al centro del proprio dibattito l’innalzamento del livello del mare che rischia di causare la scomparsa di interi arcipelaghi, casa di 63 milioni di persone e custodi del 30% delle 50 maggiori economie del mondo. Quest’anno ospita l’evento Barbados, stato insulare dell’arcipelago delle Antille particolarmente virtuoso, che da anni ha avviato una serie di politiche ambientali che difendono l’ecosistema.

Il problema dell’innalzamento del livello dei mari è solo la punta dell’iceberg, la conseguenza più evidente di un generale aumento delle temperature, causato dalla sempre maggiore concentrazione nell’atmosfera dei tanto discussi “gas serra” e della deforestazione. Ad aprile il livello di anidride carbonica è stato costante sopra i 400 ppm (punti per milione), ed è destinato in futuro a rimanere sopra la soglia dei 400; nel ’56, quando è partito il monitoraggio, il livello sfiorava appena i 316 ppm: un’impennata in poco più di cinquant’anni che la dice lunga sulle conseguenze delle attività umane sul pianeta.

In tutto ciò, l’agricoltura contribuisce per il 14% all’aumento dei gas serra, e allo stesso tempo è una delle attività che più cambia al mutare del clima. Quel che ci preoccupa è che, a causa dell’innalzamento delle temperature, diventa sempre più difficile e costoso (sia in termini economici, sia in termini ambientali) riuscire a coltivare gli alimenti tipici di un territorio, che stanno perdendo la loro adattabilità alle nuove temperature: c’è un bisogno sempre maggiore di carburante, e si spreca sempre più acqua (1500 tonnellate per produrre una tonnellata di cereali; 3400 litri per produrre 1 kg di riso). Se è vero che è necessaria una maggiore attenzione della politica e delle istituzioni, tutti noi con piccole scelte quotidiane possiamo intervenire. E condividiamo la riflessione di Anna Meldolesi sul Corriere della Sera di oggi: «Questa giornata mondiale dell’Ambiente ci coglie un po’ preoccupati e un po’ distratti, alla ricerca di idee che possano migliorare i complicati rapporti tra uomo e natura. Alle spalle ci lasciamo la stagione delle grandi speranze riposte nei summit internazionali, che fissano obiettivi sempre meglio vincolanti e sempre più disattesi». Insomma è arrivato il nostro turno, ma da dove iniziamo? Noi non possiamo che suggervi di fare attenzione a cosa mettete nella borsa della spesa, a cosa e quanto portate in tavola… iniziamo a non sprecare, mangiamo locale il più possibile e riflettiamo sulle nostre scelte. Un aiuto? Leggete Fulmini e polpette, le buone pratiche per una dieta amica dell’ambiente, perché a partire dai comportamenti individuali e dalle scelte alimentari quotidiane, ognuno di noi può incidere in maniera positiva o negativa sull’ambiente. Non importa, infatti, quale sia il nostro mestiere o quali siano le nostre competenze. Il cibo è un elemento che accomuna tutti e le scelte che riguardano la nostra alimentazione sono lo strumento per ottenere buoni risultati sul breve periodo.

Maria Ciaramella
m.ciaramella@slowofood.it

Scarica qui la guida Fulmini e Polpette 

 

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