Yucatàn: il miele rischia la contaminazione transgenica

Il miele dello Yucatàn è uno dei migliori al mondo: la sua aromaticità e la sua dolcezza, unite alla certificazione biologica del prodotto, lo rende uno dei preferiti dagli europei, che ricoprono il 90% delle esportazioni.

È da anni, tuttavia, che coltivazioni di soia transgenica minacciano la naturalezza del prodotto, mettendo a rischio, oltre alla composizione del miele, anche il mercato che vi ruota attorno: trentun milioni di dollari per circa diecimila tonnellate l’anno, che ricoprono circa un terzo della produzione nazionale dello Yucatàn.

La dialettica tra istituzioni, apicoltori e Paesi che importano il miele, ha portato nel tempo alla sospensione momentanea delle coltivazioni di soia transgenica, senza però riuscire a raggiungere una normativa precisa in proposito.
«C’è la possibilità – dice Miguel Lara Sosa, presidente della società apistica Maya dello Yucatàn – che la semina venga nuovamente autorizzata».

Quella del miele contaminato è una storia che affonda le sue radici nel 2000, anno in cui venne dato il primo permesso alle coltivazioni transgeniche. Solo nel 2011 l’Ue si rese conto che il miele presentava tracce di contaminazione transgenica, e ne bloccò le importazioni; per due mesi i Paesi europei decisero di  non acquistare più l’alimento fino a quando non ne fosse stata confermata la biologicità. Nello stesso anno, il governo messicano approvò la piantagione di 30 mila ettari di soia transgenica, dietro pressioni della multinazionale Monsanto.
Gli apicoltori riuscirono a fermare anche queste coltivazioni, ma la questione resta ancora aperta, il processo ancora in corso e il rischio di contaminazione ancora dietro l’angolo.

Il tema viene riaperto proprio in un periodo di forte debolezza del mercato apistico: l’ultimo anno ha visto un drammatico calo delle produzioni legate al settore a causa dei cambiamenti climatici; la popolazione delle api si è ridotta (leggete il nostro ultimo articolo qui) , e le piogge fuori stagione lavano via il polline dai fiori, rendendo impossibile per gli insetti nutrirsi.

Una perdita a tutto tondo per l’agrogastronomia mondiale, che rischia di veder scomparire una delle più pregiate qualità di miele a causa di meri interessi economici.

A cura di Maria Ciaramella
m.ciaramella@slowfood.it 

Fonte: agrapress 

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