«Un miliardo di rifugiati climatici entro il 2050»

«Il cambiamento climatico è già una realtà, purtroppo. Possiamo ancora – se ci daremo da fare molto velocemente – limitare i danni, ma gli effetti del riscaldamento globale sono già visibilissimi. Basti pensare, guardando a casa nostra, all’alternarsi di siccità e bombe d’acqua; lo vediamo – e lo vedremo sempre più spesso – nel boom dei fenomeni migratori legati al cambiamento climatico o ai suoi effetti»

© UNHCR/V.Tan www.unhcr.org/climate-change-and-disasters

Resta alta l’attenzione dei media per le conseguenze del clima che cambia. Per fortuna a parlarne siamo in buona compagnia come dimostra questo articolo a cura di Roberto Giovannini uscito ieri su La Stampa.

Vogliamo riprenderlo perché pone l’accento su una delle conseguenze forse più sottovalutate, o comunque volutamente ignorate da chi condanna e chiude ai flussi migratori senza se e senza ma per il proprio tornaconto politico. Purtroppo tra i danni causati dalla scelta occidentale di un modello che tende alla crescita infinita senza nessuna riflessione sulle conseguenze, c’è anche il dramma di chi è costretto ad abbandonare casa proprio a causa dei gravi disastri causati dal riscaldamento globale.

Da La Stampa del 6 novembre 2017

«Tra gennaio e settembre del 2017, si legge in un rapporto di Oxfam International, ben 15 milioni di persone hanno dovuto abbandonare le loro case per fuggire un evento meteo estremo: di questi, in 14 milioni provenivano da Paesi a basso reddito. Tra il 2008 e il 2016, in media, i rifugiati climatici sono stati 21,8 milioni l’anno. Tra i Paesi più colpiti il Bangladesh, l’India e il Nepal, che lo scorso agosto hanno subìto rovinose inondazioni, che hanno colpito 43 milioni di persone e prodotto oltre 1200 vittime. Ma anche le piccole isole del Pacifico, con i cicloni Pape e Winston del 2015, che nelle Isole Fiji hanno messo in fuga 55 mila persone, e ridotto del 20% il prodotto interno lordo nazionale. » scrive Giovannini che tra le sue fonti cita il rapporto di Lancet Countdown che parla di un miliardo di rifugiati climatici entro il 2050 e il documento con cui il ministero della Salute italiano ha preparato il G7 dei ministri della Salute che si è aperto il 5 novembre a Milano.

«Ci sono alternative a questo futuro così inquietante?» si chiede Giovannini che risponde mettendo in evidenza le risposte della scienza (leggi qui l’articolo completo), sì rispondiamo anche noi se tutti ci mettiamo d’impegno nel nostro quotidiano – riducendo gli sprechi inanzitutto, consumando meno carne, scegliendo produzioni artigianali e privilegiando varietà locali – e se lavoriamo per avviare e rafforzare quelle economie resilienti che da sempre Slow Food sostiene. Ecco come ci stiamo impegnando nella lotta al cambiamento climatico, aiutaci anche tu, dona ora. 

Roberto Giovannini, «Un miliardo di rifugiati climatici entro il 2050», La Stampa del 6 novembre 2017

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