Uk, l’associazione per la tutela dei pony sconvolge i britannici: «Per salvarli bisogna mangiarli»

Robusti, infaticabili e davvero dolcissimi: ecco una breve descrizione dell’antica razza inglese di pony, originaria dell’altopiano del Dartmoor (Devon sud-occidentale) che purtroppo è in via di estinzione. La Dartmoor Hill Pony Association (Dhpa) che si preoccupa della salvaguardia della specie, ha affermato che il modo migliore per garantire un futuro a questi animali è creare un mercato per la loro carne. In Irlanda e in Gran Bretagna i dubbi circa mangiare carne di cavallo o meno sono stati sollevati nel 2013 in seguito ad alcune segnalazioni sulla presenza di carne equina negli hamburger e in altri alimenti a base di carne nei supermercati. Molti esperti sostengono che il tabù della popolazione britannica nei confronti di questo prodotto ha costretto gli allevatori a vendere i loro prodotti all’estero, per farli macellare in quei Paesi dove, invece, sono consumati senza nessun problema. Charlotte Faulkner, fondatrice della Dhpa, ha detto in una lettera a un collega dell’associazione South West Equine Protection (Swep), che «Si dovrebbe comunque cercare di affrontare questo argomento comprensibilmente sconvolgente, e che come amanti dei pony troviamo così difficile da accettare». E così continua in un’affermazione rilasciata al Daily Telegraph «Ora bisogna accettare a malincuore che l’unica soluzione per i pastori che allevano questi pony è quella di creare un mercato alimentare sostenibile per le loro mandrie. Il pericolo se non si procede in questa direzione è quello che i pony Dartmoor scompaiano del tutto».

La Swep ha respinto in modo categorico l’invito della Dhpa: è ancora troppo sconvolgente guardare un pony e pensare che potrebbe essere nell’hamburger di qualcuno. I numeri, però, parlano chiaro: i pony Dartmoor erano più di 25.000 nel 1930 e oggi se ne contano meno di 800 esemplari. Un portavoce della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Rspca) che si occupa di tutale dei diritti animali ha affermato che oggi il problema fondamentale non è tanto la produzione di carne equina dai pony, che è vero, sono ancora considerati principalmente come animali da compagnia. Ciò che si deve fare è, una volta creato il mercato per questa razza, controllare la filiera di produzione e macellazione in modo che segua precisi standard che favoriscano il benessere animale dei pony. Sebbene l’argomento non riesca in nessun modo a mettere tutti d’accordo ci sono alcuni gruppi ambientalisti, e tra questi quelli vicini alla Exmoor Pony Society, che hanno cominciato a pensarci seriamente: «Fino a oggi abbiamo valorizzato il pony solo come una risorsa estetica: perché non fare la stessa cosa facendolo diventare una risorsa alimentare se può contribuire a salvarlo?»

A cura di Margherita Barile
m.barile@slowfood.it

Fonte

www.independent.co.uk

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