Tutti contro il land grabbing

A Bruxelles, domenica il tempo non è stato clemente, ma il parco cittadino del Cinquantenaire è stato comunque preso d’assalto per un grande pic-nic a base di prodotti locali. A Tete, in Mozambico, si prepara in queste ore una grande manifestazione pubblica. A Washington, il professore Eric Holt-Gimenez, direttore dell’organizzazione Food First, sta per aprire un dibattito sul libro Food Movements Unite e sull’attuale crisi alimentare. In Ecuador, le specialità locali – come la cazuela di pesce e le torte di mais – hanno riempito di profumi la Plaza Civica della città di San Vincente, che ha accolto domenica il Festival de Sabores y Saberes.

Sono solo alcuni esempi degli appuntamenti che si susseguono in questi giorni in tutto il mondo per celebrare la Giornata internazionale delle lotte contadine indetta dal movimento contadino internazionale Via Campesina.

Ogni anno si contano centinaia di iniziative, organizzate per rivendicare l’importanza dell’agricoltura di piccola scala rispetto ai crescenti bisogni alimentari del pianeta. La data è stata scelta per ricordare un evento drammatico di alcuni anni fa: era il 17 aprile del 1996 quando 19 contadini del movimento dei Sin Tierra furono uccisi in Brasile dalla polizia mentre partecipavano a una manifestazione pacifica.

Quest’anno la giornata è dedicata al fenomeno del land grabbing, l’accaparramento dei terreni agricoli che sta dilagando e che calpesta i diritti delle popolazioni rurali, privandole del loro bene più prezioso, la terra. A partire alla crisi finanziaria del 2007/2008, oltre 50.000 ettari di terre fertili sono stati ceduti a prezzi irrisori dai governi locali, soprattutto in Africa, ma anche in America Latina, in Australia, in Asia e nell’Europa orientale. Una superficie pari a quella della Spagna.

Gli appezzamenti sono “svenduti” o più spesso affittati a investitori pubblici (governi o fondi sovrani) o privati (multinazionali, banche e fondi pensione) che sperano di ottenere rapidi profitti speculando sul valore della terra e delle coltivazioni che si possono impiantare.

“Il land grabbing concentra la proprietà delle terre e delle risorse nelle mani di pochi grandi investitori” si legge nell’appello diffuso da Via Campesina. “Questo ha portato all’espulsione e al tr asferimento forzato di intere popolazioni – spesso contadini – a diversi casi di violazione dei diritti umani, a un aumento della povertà, delle fratture sociali e dell’inquinamento.”

Leggi l’appello di Via Campesina

Leggi anche:

Chi strappa la terra ai contadini – Editoriale di Carlo Petrini su La Repubblica

La fragilità degli agricoltori contro i big dei supermarket – Editoriale di Carlo Petrini su La Repubblica

Land Grabbing: in Etiopia 70.000 persone deportate  Tra il 2008 e il 2011, l’Etiopia ha ceduto almeno 3,6 milioni di terre, una superficie pari all’estensione di un Paese europeo come l’Olanda

Basta sprechi di cibo, la salvezza dell’Africa si decide a casa nostra Editoriale di Carlo Petrini su La Repubblica

Land-grabbing: i governi di Nigeria e Sierra Leone invitano i neo-colonialisti agricoli a frasi avanti – Da ilfattoalimentare.it

 

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slwofodo.it 

comments powered by Disqus