Ttip, lo spettro d’Europa

Uno spettro si aggira per l’Europa, nascosto dietro a una sigla incomprensibile: è il Ttip (Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti). Si tratta di un maxi accordo che mira ad abbassare le barriere doganali, ma soprattutto a uniformare i vincoli normativi, tra Usa e Unione Europea. guardiano

Il negoziato, condotto in segreto dal 2013 (questa settimana Greenpeace ha anticipato alcuni passi), investe una gran quantità di ambiti: dall’ambiente alla finanza, alla tutela del lavoro. Cuore delle trattative è però il settore agroalimentare, o meglio il tentativo di “armonizzare” al ribasso la legislazione europea, molto più stringente su questi temi. I dazi doganali hanno un peso ridotto. Specie se consideriamo che il 37% delle linee tariffarie negli Usa e il 25% nell’Unione Europea sono già a zero dazi. A incidere davvero sono le “barriere non tariffarie” che rendono oggi difficoltoso l’ingresso in Europa dei prodotti americani. In Europa, per esempio, è vietato utilizzare ormoni nell’allevamento bovino e lavare le carcasse animali con clorina e antibiotici o utilizzare gli Ogm nell’alimentazione umana; i nostri limiti di residui di pesticidi ammessi nella frutta e nella verdura sono più bassi. Solo se l’Europa eliminasse questi vincoli, si dice, il commercio transatlantico ne trarrebbe giovamento. Quanto? Difficile a dirsi, senza tenere conto del danno, in tanti settori, che può derivare da queste pratiche.

In ogni caso l’aumento di importazioni dagli Usa potrebbe danneggiare gli scambi intraeuropei: una valutazione d’impatto della Bertelsmann Foundation, tra le più ottimistiche sugli esiti del Ttip, stima che l’Italia perderebbe il 29% degli scambi con la Germania e oltre il 41% di quelli con la Gran Bretagna. Dal momento che 2/3 delle esportazioni agroalimentari italiane si collocano sul mercato europeo, è facile capire cosa ci sia sui due lati della bilancia: da un lato un pugno di multinazionali interessate alla deregolamentazione, dall’altro gli interessi di migliaia di piccole e medie imprese e di milioni di consumatori europei. Per queste ragioni tante associazioni e molti cittadini si sono uniti nella coalizione “stop Ttip!” che, sabato 7 maggio, ha organizzato una manifestazione nazionale a Roma che ha avuto una considerevole partecipazione.

Gaetano Pascale
g.pascale@slowfood.it

Da La Stampa, 8 maggio 2016

 

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