Ceta bloccato e Ttip riesumato, è il giallo dell’estate?

Mentre da un capo all’altro dell’Atlantico qualcuno tenta di riesumare il Ttip, salta oggi la ratifica del Ceta in Senato.

Nelle puntate precedenti

Le trattative per il Ttip, definito «morto»  solo alcuni mesi fa dall’ex-vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, potrebbero riaprirsi. La rassegnazione tedesca era legata alle affermazioni di Trump che, critico nei confronti degli accordi di libero scambio, in uno dei sui primi provvedimenti fece ritirare l’appoggio degli Usa al Partenariato Trans-Pacifico che coinvolge tra gli altri Giappone, India e Filippine, e che Obama aveva già firmato.

Il dibattito riprende a partire da un’intervista concessa all’emittente Cnbc dal Segretario al commercio dell’amministrazione Trump, Wilbur Ross, nella quale si lascia scappare che gli Usa sono aperti a una nuova trattativa per un accordo con l’Europa. Trump ha affermato più volte come ritenga gli accordi multilaterali dannosi per gli Stati Uniti e sia invece interessato a stringere accordi bilaterali con i singoli stati. Come fattogli però notare dalla stessa Angela Merkel il Ttip sarebbe già un accordo bilaterale… Evidentemente il presidente Usa e la sua amministrazione faticano a intendere l’Europa come un singolo ente con cui trattare.

Che cosa succede oggi

A rimescolare le carte si aggiunge, come riportato in un’agenzia dell’Associated Press, l’intervento della cancelliera tedesca Angela Merkel di fronte ai membri dell’associazione degli industriali bavaresi (Vbw), in cui ha parlato ancora una volta di Ttip ribadendo che un accordo di libero scambio trans-atlantico rimane per la Germania una possibilità da esplorare. Un’inversione di rotta inaspettata, e completamente contro tendenza rispetto alla volontà dei cittadini: è di un paio di mesi fa la sentenza con la quale Corte europea di giustizia aveva invalidato la decisione della Commissione di bocciare l’Iniziativa dei cittadini europei (sono state raccolte più di tre milioni di firme raccolte in poco più di un anno) che chiedono un fermo al trattato. Poco ci spieghiamo questo tentativo di riesumare un accordo che ci penalizza, rendendo più deboli le norme sulla tutela del lavoro, della protezione sociale, della tutela ambientale, della protezione dei consumatori, e che porta con sé l’alto rischio di deregolamentazione dei servizi pubblici (come la fornitura d’acqua), e che, fatto ancor più grave, dispone di tribunali speciali per le trattative tra multinazionali e Stati (qui trovate i punti più controversi dell’accordo Che cos’è il Ttip)

Se si riprendessero le trattative basandosi questi principi sarà ben difficile riuscire a tutelare le nostre produzioni. E tutti noi consumatori: il nostro mercato potrebbe essere invaso da prodotti statunitensi di qualità dubbia, e ancora più frustrante, sarebbero i produttori di piccola scala a pagare il prezzo più alto insieme ai consumatori. Ben lo spiegava qualche tempo fa Mute Schimpf, responsabile delle ricerche sull’agrifood di Friends of the Earth Europe e relatore del rapporto Contadini europei in svendita – I rischi del Ttip per l’agricoltura europea: «La nostra preoccupazione è che l’agricoltura europea, nelle dinamiche negoziali, venga sacrificata per chiudere l’accordo Ttip a tutti i costi. Le lobby agroindustriali, sia negli Stati Uniti sia in Europa, stanno spingendo per un maggiore accesso ai rispettivi mercati agricoli».

E il Ceta?

Intanto possiamo affermare una prima vittoria di tutti noi cittadini e della società civile nella battaglia per bloccare la ratifica del Ceta in Italia. Oggi è stata rinviata dal Senato, ma dobbiamo tenera alta la guardia fino al 3 agosto, quando è prevista l’ultima seduta, e cacciare definitivamente dal calendario d’Aula la ratifica del trattato-truffa.

Continuiamo a mobilitarci e a scrivere in questi giorni al nostro Governo, e facciamolo ancora per tutta l’estate. Qui tutte le istruzioni.

Samuele Giuggia
press@slowfood.it

 

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