Ti porto nell’orto, i pomodori

Questa settimana Ti porto nell’orto approfondisce la  conoscenza della famiglia delle Solanaceae, una delle maggiori protagoniste dei nostri orti in estate. Vediamo come accudirle.

terrenoPomodoro

Le Solanaceae

Sull’origine si fanno varie ipotesi. La prima è che si riferisca alla solanina, un alcaloide contenuto in tutte le Solanaceae. La solanina è una sostanza tossica che la pianta utilizza come difesa per allontanare gli insetti che la attaccano e, se ingerita, è pericolosa anche per l’uomo. È contenuta nei frutti immaturi e nelle foglie, con la cottura se ne riduce la concentrazione. La seconda ipotesi è che il nome derivi da “sole” perché queste piante hanno bisogno di molta luce e calore, infatti se le temperature non sono ottimali la loro crescita rallenta. Per riscaldare il terreno si può pacciamare e poi rincalzare. Le Solanaceae sono piante annuali a cui appartengono pomodori, peperoni, melanzane e patate. Hanno il sistema fotosintetico accelerato e un chiaro esempio è il pomodoro che da piccolo seme si trasforma in pianta lianosa di metri di altezza.

pomoterreno

Solanum lycopersicum L.

La prevenzione.
Oggi ci occupiamo del pomodoro, uno degli ortaggi più rappresentativi dell’estate. Vediamo come prendercene cura. Le principali fisiopatie che colpiscono questo ortaggio sono marciume apicale e cracking. Il primo è dovuto a uno squilibrio causato dalla mancanza di calcio, mentre il secondo comporta rigonfiamenti con conseguenti spaccature e crepe sul frutto. Il pomodoro inoltre può venire attaccato dalle cimici che pungono il pericarpo (la buccia) portando a delle fratture, sbianchimenti o ingiallimenti del frutto. Di solito questo fenomeno si verifica a settembre/ottobre. Se il pomodoro diventa giallo a luglio, il fattore scatenante è l’eccesso di calore che comporta una rallentata traslocazione degli zuccheri. Per ovviare a questo problema bisogna cercare di mantenere il terreno fresco e umido.

L’irrigazione.
L’irrigazione meno indicata è quella a scorrimento perché oltre a sprecare acqua, il pomodoro non necessita di un’eccessiva quantità. Tenete presente che l’alternanza tra momenti di secca e momenti in cui c’è molta acqua provoca il marciume apicale. Il pomodoro deve essere bagnato poco e spesso, in modo da mantenere l’umidità costante. È meglio bagnare goccia a goccia, con manichette che distribuiscono l’acqua in modo regolare, anche se il terreno non è in pendenza. Per proteggere la pianta dall’azione diretta dei raggi solari si deve ombreggiare con teli oppure si possono mettere in consociazione i fagioli rampicanti che oltre a fare ombra apportano azoto.

Lavorazione.
PomodoriUno dei principali lavori da effettuare sul pomodoro in questo periodo è la sfemminellatura o scacchiatura. Questa tecnica serve per eliminare le femminelle: i germogli che si formano tra il fusto principale e l’ascella dei rami laterali. Questi germogli sono la parte più competitiva perché assorbono il calcio e se non vengono eliminati la pianta attua una produzione orizzontale che comporta problemi di peso. Si deve fare una cimatura asportandoli a mano.
Per irrobustire i tessuti e attivare le barriere contro i parassiti è ottimo il macerato di equiseto che contiene quarzo e silicio. Prepararlo è molto semplice: si deve mettere a macerare 1 kg di equiseto in 10 litri di acqua per una notte, far bollire per mezz’ora e distribuire sulle piante con uno spruzzino.

Raccoltapomodoro

Visto che le varietà di pomodoro sono veramente tantissime, ecco qui l’elenco di quelli che sono tutelate da un Presidio Slow Food:

Antichi pomodori di Napoli (Campania)
Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto (Puglia)
Pomodoro regina di Torre Canne (Puglia)
Pomodoro siccagno della valle del Bilìci (Sicilia)

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