Stop dell’Europa alle etichette semaforo

Può un’etichetta far pensare che la Cola gassata sia più sana del latte? In Inghilterra sì e a dichiararlo fino a ieri erano le etichette semaforo. Ne aveva parlato proprio un annetto fa Carlo Petrini
Ma oggi arrivano delle buone notizie. La Commissione europea ha ufficializzato l’avvio di una procedura d’infrazione contro il Regno Unito per questo tipo di etichette sugli alimenti sugli alimenti. Si tratta di una grande vittoria del Made in Italy, penalizzato da questo sistema che in nome della lotta all’obesità contrassegna con un bollino rosso, giallo o verde il contenuto di zuccheri, sali e grassi.
Tutti i prodotti principali della dieta mediterranea, infatti, dal Parmigiano Reggiano al prosciutto di Parma, dall’olio d’oliva alla pasta, dai dolci alle salse, sono marchiati con almeno un bollino rosso. Bollino che spesso induce i consumatori a non acquistarlo, come dimostra un sondaggio del distributore The Cooperative Group, secondo cui il 40% delle donne e il 30% degli uomini tende a non comprare prodotti contrassegnati con il rosso, con un conseguente danno miliardario per l’agroalimentare italiano.
Si ritorna su un tema che abbiamo spesso discusso: l’etichetta condiziona ma non informa. Così commenta la notizia il nostro presidente Gaetano Pascale: «Un provvedimento che ovviamente accogliamo con soddisfazione. Da sempre Slow Food si batte perché vengano indicate in etichetta tutte le informazioni utili e comprensibili per il consumatore, dalle tecniche di produzione all’origine dei prodotti, non fermandosi solo ai valori nutrizionali degli alimenti».
Proprio per questo motivo da qualche tempo Slow Food ha lanciato il progetto dell’etichetta narrante, che non si sostituisce all’etichetta legale, ma la completa e la integra mediante l’applicazione sulle confezioni di ulteriori informazioni e approfondimenti sui territori di provenienza, sulle varietà e tipologie protagoniste dei progetti, sulle tecniche di coltivazione, lavorazione, conservazione e consumo.
Alcuni dei nostri Presìdi hanno già adottato questo sistema, ad esempio l’agrì di Valtorta (Lombardia), le paste di meliga del Monregalese (Piemonte) e la provola delle Madonie (Sicilia), ma come si augura Pascale: «In un mondo ideale, questa è l’etichetta che vorremmo trovare sui prodotti di tutti i supermercati, europei e non».

Speriamo che l’iniziativa della Commissione europea possa far riflettere anche tutti quei Paesi che avevano guardato di buon occhio l’etichetta semaforo e li spinga a delle scelte più ragionate per combattere l’obesità e la scarsa informazione sui prodotti alimentari tra i consumatori.

A cura di Margherita Barile
m.barile@slowfood.it

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