Nuovo Stop al Ttip: la Corte europea di giustizia dà ragione ai cittadini

«Avevamo ragione! La Corte europea di giustizia invalida la decisione della Commissione di bocciare l’Iniziativa dei cittadini europei sul Ttip, la più partecipata della storia con più di tre milioni di firme raccolte in poco più di un anno».

Era il luglio del 2014 quando un comitato formato da cittadini, organizzazioni e realtà territoriali (di cui Slow Food fa parte) domandava alla Commissione Europea di registrare una proposta di iniziativa dei cittadini europei (Ice) denominata Stop Ttip, con l’intenzione di ostacolare l’avvio degli accordi per l’adozione del Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip). Due mesi dopo la Commissione Europea negava la richiesta del comitato. Ora, a 30 mesi da quel diniego, la Corte di Giustizia europea ha annullato la decisione della Commissione Europea ristabilendo quindi la possibilità di ripresentare la domanda.

La consultazione europea, che in poco più di un anno ha raccolto più di tre milioni di adesioni, risultando la più partecipata nella storia di questa strumento, è stata un successo delle campagne Stop Ttip che in Europa hanno lavorato alla sensibilizzazione del pubblico sugli effetti potenzialmente disastrosi degli accordi commerciali negoziati segretamente da Bruxelles con l’interferenza costante delle grandi imprese transnazionali.

Le criticità riscontrate nell’avvio dell’accordo, tra cui le procedure di risoluzione delle controversie tra investitori e Stati, l’indebolimento delle norme sulla tutela del lavoro, della protezione sociale, della tutela ambientale, della protezione dei consumatori, il rischio di deregolamentazione dei servizi pubblici (come la fornitura d’acqua), avevano spinto il comitato Stop Ttip a rivolgersi alla Commissione Europea e a chiedere «una politica commerciale e di investimenti diversa nell’Unione europea». Il 10 settembre 2014, però, la Commissione rifiutava di registrare quella richiesta dal momento che, secondo l’organo europeo, tale proposta esulava dalle competenze di un comitato di cittadini. Il ricorso presentato dinanzi al Tribunale dell’Unione europea ha però ottenuto l’annullamento della decisione della Commissione, dando ragione al comitato.

Con questa sentenza, il tribunale ha riconosciuto che l’avvio di negoziati finalizzati alla conclusione del Ttip può essere oggetto di Ice. Inoltre, la Corte ha osservato che «il principio di democrazia, che fa parte dei valori fondamentali su cui poggia l’Unione» deve poter accogliere anche questo tipo di proposte da parte della cittadinanza e che «l’esclusione di questa da atti giuridici finalizzati alla conclusione di un tale accordo internazionale non è giustificata». Insomma, se l’obiettivo di una Ice «è quello di permettere ai cittadini dell’Unione di partecipare maggiormente alla vita democratica dell’Unione» la Corte auspica l’inizio di un processo più trasparente nel quale la Commissione potrebbe addirittura «presentare in audizione pubblica davanti al Parlamento le questioni sollevate dalla cittadinanza stessa».

Il comitato Ttip ha dichiarato di non voler ripresentare l’Ice in questo momento, anche se sarebbe perfettamente legale farlo se dovesse servire aggiungendo che «questa volta sarebbe impossibile per Commissione trincerarsi dietro vizi di forma per negare ai cittadini europei di esprimersi su materie che li interessano da vicino».

«È sicuramente un’ottima notizia, una sentenza che restituisce significato alla parola democrazia e che riavvicina le istituzioni ai cittadini. Un grande merito del Comitato Stop Ttip che ha lavorato con impegno e con evidenti risultati per sostenere i diritti dei cittadini europei. Per questo continueremo a impegnarci insieme a tutte le organizzazioni e i privati che fanno parte del Comitato Stop Ttip affinché lo spazio concesso al dibattito democratico sia la normalità e non un evento straordinario» commenta Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia.

A cura di Maurizio Bongioanni
m.bongioanni@slowfood.it

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