Sol&Agrifood: l’olio italiano merita più coraggio

Eccoci nel pieno svolgimento di Sol&Agrifood, il Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità a Verona dal 15 al 18 aprile nel quartiere fieristico, in concomitanza con Vinitaly. Da tempo il Sol, nel suo piccolo padiglione, è stato affiancato da una ricca esposizione di prodotti agroalimentari tra i più disparati: birra, dolci, salumi, quasi a voler riesumare la vecchia fiera campionaria. Ovvero: di tutto un po’.

Peccato. Peccato perché l’olio extravergine italiano e non solo, meriterebbe di più. Peccato perché un po’ più di coraggio non guasterebbe.

Lo sappiamo tutti: l’olio non ha lo stesso appeal del vino e della birra o di alcuni prodotti alimentari. Purtuttavia una maggiore determinazione nel pensare di dedicare un intero salone all’olio extravergine di oliva aiuterebbe un comparto in sofferenza cronica. Soprattutto in un momento in cui altre iniziative collaterali, sempre degli stessi organizzatori, la Fiera di Verona, suscitano l’interesse degli addetti ai lavori. Mi riferisco agli Evoo Days, giornate di approfondimento e studio sulla filiera dell’olio extravergine di oliva, interessanti e di grande successo, ma anche, perché no?, al Sol d’Oro, concorso oleario internazionale. Di fronte a tutto questo la mancanza di voler pensare a un salone dell’olio extravergine di oliva come evento a se stante e aperto al pubblico generalista, assume le caratteristiche di un’occasione mancata. Soprattutto nei confronti proprio del pubblico, che potrebbe avere una opportunità di approcciarsi al mondo dell’olio extravergine di qualità e scoprirne produzioni, caratteristiche, meriti e potenzialità ma, soprattutto, valore.

La filiera olearia italiana avrebbe tutto da guadagnare da una maggiore attenzione non solo degli addetti ai lavori ma anche da parte di tutti.

Ecco perché, probabilmente, smarcare il Sol dall’Agrifood e, forse, anche dal Vinitaly collocandolo in un altro periodo dell’anno, magari spostato anche solo di qualche settimana, permetterebbe di affrontare meglio le problematiche di un settore che sconta numerosi problemi: produttivi, visto il cronico deficit di produzione italiano che copre ormai poco più della metà del fabbisogno nazionale, di visibilità e riconoscibilità, con oli di qualità assimilati, nella percezione comune, a oli che di qualità hanno ben poco. E, forse anche di contenuto di olio extravergine di oliva.

La filiera olearia meriterebbe di essere maggiormente sotto i riflettori, per il valore che l’olio extravergine di oliva di qualità ha dal punto di vista gastronomico, salutistico, storico, culturale e ambientale. Difficilmente una filiera riassume al suo interno tutte queste valenze come fa l’olio. Forza: un po’ più di coraggio e aiutiamo un settore che merita ben di più che un’offerta sottocosto.

Mauro Pasquali

www.solagrifood.com

Ricordiamo domani l’incontro

Un Presidio Slow Food per l’extravergine

Martedì 17 alle 11.30 – sala polifunzionale del pad. Sol & Agrifood

Qua tutto il programma di Slow Food al Vinitaly

Qui “Scelti per voi” gli Extravergini selezionati da Slow Food

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