NEGROAMARO

NEGROAMARO

L’origine del nome del più importante vitigno pugliese è oggetto di discussione; riportiamo la teoria maggiormente legata al territorio che lo vorrebbe legato al termine dialettale niuru maru che definisce il caratteristico colore nero del frutto e il sapore amaro del vino. Una delle prime testimonianze scritte dell’esistenza del Negroamaro risale al 1872, a una lettera (riportata negli Annali di Viticoltura ed Enologia italiana) nella quale si descrive un vino nero con “eccesso di materia colorante, alcolico, saporoso e dotato di un aroma speciale”.

Diffuso oggi principalmente nelle province di Lecce e Brindisi, è usato in purezza o, più spesso, mescolato con piccole percentuali di altri vitigni, come dimostra il numero elevato di Doc pugliesi in cui rientra.

 

The origins of the name of the most important vine from Apulia is debated to this day; we hold with the theory that is most tied to the territory, which says that the name comes from the local dialect term niuru maru, which defines the characteristic black color of the fruit as well as the bitter taste of the wine. One of the first written testimonies of the existence of Negroamaro dates back to 1872, in a letter (which is held in the Annals of Italian Viticulture and Enology) in which a black wine is described as having, “an excess of coloring material, alcohol, flavorful, and featuring a special aroma”. Mainly grown in the provinces of Lecce and Brindisi, it is used either in single-grape wines or, more often, mixed with a small amount of other vines, as can be seen by the high number of Docs from Apulia in which it is used.

 

Vini a base negroamaro

Conti Zecca, Negroamaro Conti Zecca 2012

– Duca Carlo Guarini, Nativo 2013

– Agricole Vallone, Rosso Salento Vigna Castello 2011

– Alessandro Bonsegna, Nardò Rosso Danze della Contessa 2013