Viticoltura e cambiamento climatico

L’altro ieri nel pomeriggio stavo guardando il programma dell’interessantissimo corso “Viticoltura e cambiamento climatico: qualità del vino e conservazione delle risorse naturali” (vedi qui) organizzato e tenuto dall’agronomo Maurizio Gily; un breve corso di formazione per viticoltori e imprenditori agricoli che si terrà presso la Cantina di Nizza Monferrato nel prossimo mese di marzo. Per me purtroppo le date sono proibitive e quindi mi perderò le parole di Maurizio, ma consiglio tutti quanti di guardare il programma e farci un pensierino …

Proprio in quello stesso momento – la vita è bella perché le cose accadono in questo modo … – mi arriva, tramite Facebook, una foto postata da due giovani produttori romagnoli, Andrea Balducci e Lucia Ziniti, proprietari della Cantina San Biagio Vecchio di Faenza. Questa:

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Una foto appena scattata da Andrea nei vigneti e commentata da Lucia in questo modo, breve ma efficace: Albana… 12 febbraio…. Inquietudine…….

In effetti inquieta molto vedere – agli inizi di febbraio, in una giornata di pallido sole con temperatura sicuramente superiore a 10° – delle gemme così sviluppate e non pensare, immediatamente, alle possibilissime gelate che potrebbero arrivare alla fine del mese o a marzo. Sono superstizioso, e quindi non volevo dirlo … ma tanto è esattamente quello che viene da pensare a chiunque.

Ma secondo voi è normale? Chi ha memoria di un inverno così mite, con gemme già ben sviluppate il 12 febbraio? Che si può fare in questo caso, oltre ad appendere un gran numero di cornetti rossi sulle testate dei filari (ferri di cavallo invece per chi è biodinamico …) o andare in ginocchio a mettere un cero alla Madonna della Ghiaccia?

 Unknown

 madonna dei ghiacciai

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foto: www.laky.it, ‪www.distrettolaghi.it