Vigne in viaggio

CanicolaDalla prima pagina di Winenews del 9 Aprile scorso riprendo una notizia inquietante. Secondo uno studio del centro ricerche Conservation International, nel 2050, cioè tra poco più di 35 anni, la viticoltura mediterranea sarà a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici.

 

La percentuale dei vigneti in pericolo è di circa l’86%. La viticoltura, secondo questo studio, sarà costretta a emigrare verso più fresche latitudini. Tralasciamo pure il fatto che, se l’attuale stato delle cose dovesse continuare ancora a lungo, anche noi dovremo cambiare aria magari inseguendo proprio le vigne, ma lo studio citato è stato criticato da molti agronomi come il presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Andrea Sisti che spiega, sempre nell’articolo, come la vite si riesca ad adattare a molte situazioni climatiche e una previsione così prossima appaia quanto meno azzardata.

Il caldo di ieri

Abbiamo parlato spesso di riscaldamento globale  e le possibili conseguenze sulla viticoltura. Alla presentazione di Slow Wine 2013, durante l’ultimo Salone del Gusto, un ricercatore dell’Università di Firenze intervenne con dati incontrovertibili su questa tendenza. In quella sede emerse come l’aumento di calore non rappresenti l’unico problema della viticoltura contemporanea ma ad esso si accompagna anche una tabella delle precipitazioni impazzita per discontinuità e intensità degli eventi.

La gestione delle risorse idriche è una delle sfide più importanti per il vignaiolo. In questo senso, mai come ora è fondamentale individuare strategie efficaci per la ritenzione di acqua nei suoli e l’equilibrio dell’apparato fogliare.

Pur se la vite saprà adattarsi al cambiamento, probabilmente siamo destinati a celebrare vini dai connotati gustativi amplificati verso l’opulenza e il calore. Un’ulteriore sfida per i viticoltori chiamati non solo a gestire condizioni climatiche sempre più estreme ma a dover garantire l’identificazione del terroir in vini scaturiti da mutevoli condizioni meteorologiche.

Immagine tratta dal film di Ulrich Seidl “Canicola” Austria 2001