Viaggio in Friuli: quando il vino ti cambia la vita…

Da un viaggio, un vero viaggio, non si ritorna mai uguali a come si è partiti. E il nostro è stato un vero viaggio. Un viaggio che non parla solo di vino, di vigneti e di cantine, ma anche di storie di vita, di sogni e di grandi personaggi. Potrei raccontarti la nostra avventura in terra friulana seguendo le tappe e gli itinerari che abbiamo affrontato o descrivendoti sistematicamente le cantine visitate. No. Sarebbe la solita descrizione asettica e impalpabile. Vorrei perciò portarti con noi, classe di undici giovani “enomaniaci” del master Vino dell’Università di Scienze Gastronomiche, alla scoperta di come i produttori e i loro vini possono arricchire la conoscenza e la passione di chi vuole, come noi, vivere e lavorare in questo fantastico “enomondo”.

IMG-20160628-WA0005Bene, adesso addentriamoci in questi cinque giorni dai profumi intensi. Dalle note floreali dei prosecchi “col fondo” o sur lie di Cristian Zago e Loris Follador alle note resinose del grande produttore di Ribolla Gialla in Oslavia: Josko Gravner. Ora, immagino ti starai chiedendo cos’ha a che fare il prosecco con il Friuli. Chiaramente niente, (al di là dell’estensione della stessa DOC), ma soltanto, permettimi la battuta, un piacevolissimo aperitivo pre-Friuli.

Una sosta nella Valdobbiadene e nelle colline di Cartizze che ci ha da subito catapultati in una realtà divisa; uno spaccato che fa riflettere. Da una parte abbiamo trovato aziende che impostano la loro produzione seguendo esclusivamente logiche commerciali, dall’ altra, invece, cantine che vivono con passione e coinvolgimento il rapporto con i propri prodotti cercando di far sì che sia il mercato stesso a riconoscere il loro rispetto per la tradizione e per il territorio.

È proprio questo il caso del prosecco di Ca’dei Zago e di Casa Coste Piane. Due vini dalle caratteristiche simili che nascono da due produttori che sembrano essere il presente e il futuro dei prosecchi sur ie. Riecco un nuovo dualismo. Questa volta il dualismo non è tra opposti, ma tra simili. Le due facce di una stessa medaglia. A questo punto, prima di dedicarci ai vigneti friulani, non ci rimane che ringraziare la nostra guida tra le colline venete: Giampaolo Giacobbo. Colui che ama definirsi, e a noi piace confermarlo, “il giornalista più punk della Valdobbiadene e dintorni”.

Quindi, zaino in spalla, ci spostiamo nel cuore del nostro viaggio: Collio, Colli Orientali del Friuli, Carso. Lì ad spettarci c’è Renato Tedesco, oste della “Locanda Borgo Colmello” . Una persona dal “vaffa” facile che allo stesso tempo ha una cura e una dolcezza per i propri ospiti a dir poco esemplare. Il grande Renato ci ha accolti con una bottiglia di Pinot Nero 2007 di Bressan. Una bevuta che da sola vale il viaggio.

IMG-20160628-WA0015Devo dire la verità, faccio fatica a racimolare le parole per descrivere le impressioni dei momenti vissuti con alcuni tra i più importanti esponenti dell’enologia nazionale: ZidarichZamòGravnerSkerljVignai da Duline e Keber. Dovrei chiedere aiuto all’enologo di Vistorta, Alec Ongaro, forse il più wine teller di tutti. Le sue descrizioni convinte sul rapporto tra uomo e natura, tra enologo e botte, tra vino e bevitore, ci hanno dimostrato come un buon vino sia visceralmente legato all’empatia che si crea tra produttore e processo di produzione. “Ogni cisterna ha una sua personalità in quanto figlia di diversi giorni di raccolta”, ci diceva Alec, e per questo va capita per la sua essenza singolare e specifica. Il rispetto porta al rispetto. Ecco, il rispetto.

Forse è proprio questa la vera liaision che accomuna i produttori che abbiamo incontrato. Passeggiare tra le loro vigne significa comprendere il vero ruolo dell’uomo nei confronti della natura. L’uomo deve esaltare e non sopprimere. Il rispetto della terra è quindi la vera esaltazione. No al diserbo chimico, no ai trattamenti sistemici, potature senza tagli di ritorno, poche cimature, inerbimento. Il rispetto è concretezza e non solo belle parole. Questo è quello che hanno cercato di spiegarci i nostri amici Friulani.

Non posso provarlo, ma la sensazione di alcuni di noi è che questo “rispetto agronomico” si rifletta pure nel vino. La vividezza e le vibrazioni dei vini degustati sono stati in alcune situazioni emozionanti. È questo il caso del Merlot di Vignai da Duline (ricavato da un vecchio genotipo di merlot presente nella zona di Udine da circa 200 anni) o della celeberrima Ribolla Gialla di Gravner. E proprio con la descrizione dell’azienda Gravner che voglio concludere questo articolo.

IMAG0274Josko, insieme ad Ana, sua figlia, ci ha deliziati con i suoi racconti di vita contadina per circa due ore. Non mi soffermo sulla profondità e la consapevolezza delle sue parole, lo hanno già fatto in molti. Quello che forse sconvolge di più della nostra esperienza è la visita della cantina. Un luogo che definirei tremendamente essenziale. Come se gli anni di lavoro in cantina non siano serviti ad aggiungere o ad arricchire, ma a togliere. Come se l’introspezione di quest’uomo lo abbia portato alla ricerca di una verità ancestrale, lontana dalle frivolezze dell’estetica moderna.

Entrare nella sala delle anfore toglie il fiato. Una magia. Una magia come quella di bere dalla coppa. L’umiltà di un gesto che ci porta a rispettare il vino e le nostre radici, la nostra storia, quando ancora il vino e la mano non erano divise da uno stelo. Bello. Emozionante.

Rientriamo a Pollenzo sicuramente diversi da come eravamo partiti, di certo più consapevoli. Il viaggio ha dato i suoi frutti e perciò vorrei ringraziare a nome di tutto il gruppo due produttori, ma non di vino, bensì di esperienze: Federico Piemonte e Yann Grappe. Quello che avete appena letto è il succo del loro lavoro che noi abbiamo degustato e apprezzato. Gli undici “enomaniaci” sono pronti per i prossimi viaggi in Toscana e Sicilia e sono altrettanto pronti a raccontarvi le loro eno-avventure. A presto.

 

 

  • Paolo Samsa

    Scusate,ma conoscete la differenza tra Colio e CARSO,tra suolo marnoso e roccia,tra agricoltura convenzionale e Natura2000,tra Friuli e venezia Giulia,etc.etc…?