Vernaccia di San Gimignano minuto per minuto!

La maratona toscana è in pieno svolgimento e dalla sfavillante e glamour Firenze siamo passati alla Manhattan del Medioevo, ovvero quel borgo incantato che risponde al nome di San Gimignano. Paesaggi da cartolina si possono ammirare dalle sue mura, ma noi siamo concentrati sulla Vernaccia e non abbiamo tempo per distrarci con il romanticismo di San Valentino!

2017

Ore 10,00 partiamo subito bene con la selezione Clara Stella 2017 della cantina Cappelladisantandrea, all’olfatto denuncia una leggera macerazione sulle bucce che pare molto ben bilanciata e che non rende il bianco pesante, ha energia e succo, con un buon agrume e cenni di frumento. Finale di bocca ben gestito per un vino rilassato e con un evidente baso uso della solforosa.

Ore 10,15 Davvero una buona esperienza quella dell’assaggio della Vernaccia 2017 di Fontaleoni, che si conferma uno dei vertici della denominazione grazie a un ventaglio di profumi non enormemente complesso ma molto essenziale e tipico, non un mostro di ricchezza (ma forse è meglio così) ma davvero rigorosa e convincente.

Ore 10,30 Pur essendo un campione da vasca la Selvabianca del Colombaio di Santa Chiara dimostra di possedere il solito carattere scattante, in questa fase di estrema gioventù vira ancora un pelino troppo sugli agrumi e alcuni sentori tropicali, ma la bocca ha grande acidità e sapidità, insomma guardandola in prospettiva convince come sempre.

Ore 10,40 Rispecchia molto l’annata 2017 la Vernaccia de La Lastra che ha profumi di grano e pane appena sfornato e una bocca calda, che non nasconde la vendemmia estrema e una chiusura ben bilanciata tra sale, alcool e acidità.

Ore 11,00 Irrompe la rigorosa verticalità d Tenuta Le Calcinaie 2017 che ha un palato ricco, ma non opulento e una chiusura armonica e ben gestita.

Ore 11,10 Direi ottima prestazione per la nuova creatura di Matteo Barzaghi ovvero la Tenuta Montagni che abbiamo apprezzato per un centro bocca molto preciso (costante stiamo parlando di un campione da vasca) e slanciato, insomma un gran bel bianco.

Ore 11,20 Ecco l’ultimo dei 2017 ovvero il campione della storica cantina Vagnoni, non è un bianco che urla, è molto tranquillo, ben modulato e dal finale gradevole, insomma potrebbe essere un ottimo Vino Quotidiano.

2016

Ore 11,30 L’Astrea 2016 di Alessandro Tofanari dona nuance di rosmarino preziose e non caricaturali, e nonostante una chiusura di mandorla amara si fa amare er una perfetta lunghezza di bocca.

Ore 11,40 La Rialto di Cappelladisantandrea ci ha conquistato (questo è il secondo vino della cantina che ci convince parecchio) grazie a una macerazione non spinta ma ben controllata che amplifica le sensazioni mantenendo buona territorialità.

Ore 11,45 La Clamys di Cesani, così come avevamo riscontrato nella “base 2017”, ha preso una deriva che non ci convince con un timbro macerato che a nostro avviso pare coprire il territorio e rispetto a un lucente passato della cantina sinceramente ci spiazza un pochino.

Ore 11,50 Fontaleoni con Casanova 2016 bissa le belle impressioni della base 2017 giocando su un’espressione molto frega e godereccia.

Ore 11, 55 Il Campo alla Pieve 2016 conferma il lato un pelo tropicale del Colombaio di Santa Chiara, ma come accaduto anche con la 2017 risulta particolarmente ficcante in bocca e di grande beva.

Ore 12,00 Entra in campo la fuoriclasse della denominazione ovvero l’immensa Elisabetta Fagiuoli (Montenidoli per i pochi che non lo sanno) che con la sua Tradizionale 2016 e poi la Fiore 2015 pone un nuovo limite estremo nella qualità e franchezza di beva della Vernaccia. La prima ha cenni vegetali e intriganti, la seconda ha succo infinito e beva trascinante.

RISERVE

Ore 12,20 Pronto riscatto di Cesani con la Sanice 2015 che non presenta la macerazione estrema dei precedenti e sotto un velo di legno ha un’anima molto legata al territorio e si conferma tra le etichette più interessanti ella denominazione.

Ore 12,25 Fontaleoni piazza anche il terzo vino tra i migliori, la Riserva 2015 ha molta energia con acidità ben calibrata e un gran bel finale agrumato.

Ore 12,28 L’Albereta 2015 de Il Colombaio di Santa Chiara è per noi il migliore della cantina perché perde la parte tropicale  tutto vantaggio della naturalità di beva e soprattutto l’attacco olfattivo tradizionale e tipico.

Ore 12,40 Poter bere un bianco di 5 anni in una forma così strepitosa come il Carato 2012 di Montenidoli è una bella fortuna, che al naso ha cenni di mandorla e nocciola, poi in bocca ha sapidità, succo e grande profondità.

Ore 12,50 Bel finale con la Riserva I Mocali 2015 di Vagnoni (meglio della 2013 più segnata dal legno) che è molto ficcante, sapida, gustosa e dal naso che ci conquista con la classe e raffinatezza.