Venti anni di Salamartano

 

Alessandro Nieri è giustamente orgoglioso di mostrare i vigneti che donano le uve al Salamartano.

Le colline di Cerreto Guidi sono splendide e misconosciute. Alessandro che è nato da queste parti e dal 1988 ha continuato l’opera del padre nel valorizzare i vini di Cerreto Guidi si gode i nostri sguardi persi e ammirati su questo dolce susseguirsi di campi vitati e prati.

 

La nostra presenza alla Fattoria Montellori è dovuta a un gentile invito di Alessandro che ha celebrato i vent’anni di Salamartano attraverso una verticale storica. Nato come taglio bordolese tra cabernet sauvignon e merlot, nel 2007 il produttore ha ritenuto di aggiungere ai due vitigni anche il cabernet franc. Scelta che si è rivelata azzeccata e vedremo perché.

 

Prima di addentrarci nella degustazione del Salamartano è bene sottolineare come la Fattoria Montellori valorizzi anche il sangiovese attraverso il vino Dicatum e la denominazione Chianti, con un vino che quest’anno è stato segnalato dalla nostra Guida come Vino Quotidiano. Alessandro è convinto che le peculiarità di queste colline dovrebbero essere evidenziate da un’etichetta che riporti sotto la dicitura Chianti, anche il luogo di provenienza ovvero Cerreto Guidi, ma in questo intento ha trovato l’ostruzionismo della Cantina Sociale.

La degustazione:

 

Anni Novanta

1992-1994-1996-1997-1998

La partenza è davvero esaltante, un trittico di annate-’92-’94-’96- di grande equilibrio, pulizia e verve acida. Proprio la spina dorsale acida, così accentuata, rivela una gradita disposizione alla serbevolezza. Vini integri, leggiadri e godibili. Un passo indietro per la calda 1997 arroccata su una concentrazione che non cede alla distensione. La 1998 non ha particolari complessità. In generale gli anni Novanta si mostrano come anni “facili” per la viticoltura in special modo per varietà precoci come il merlot. Maturazioni equilibrate e foriere di vini in armonia con il palato

 

Anni Duemila

2001-2004-2007-2008-2009-2010

Sono gli anni del riscaldamento globale e, per noi, le prime tre annate proposte rivelano lo sforzo di orientamento del produttore per ottenere il meglio dalle proprie vigne. Sono vini nei quali si avverte la tecnica di cantina e la difficoltà per il merlot di adattarsi alla mutate condizioni climatiche. Il 2008 è il grido di vittoria di Alessandro. Con il cabernet franc il Salamartano si innerva di freschezza e dinamismo. La tecnica ancorché avvertibile è dominata dall’anima. Così per il 2009 e forse per un ancora troppo giovane 2010.

 

Non solo dobbiamo ringraziare la famiglia Nieri per questa verticale ma anche per l’opera di salvaguardia di un paesaggio agricolo fin troppo offeso dall’industria selvaggia cresciuta intorno a questo polmone vitato.