Valoritalia puntualizza: i registri telematici non funzionano ancora benissimo ma bisogna garantire il sistema dei controlli

In seguito al nostro post di qualche giorno fa intitolato “Registri telematici dei viticoltori: Valoritalia non sa cosa sono (e li dovrebbe controllare)” – che puoi leggere cliccando qui – abbiamo ricevuto una gentile e chiarificatrice lettera da parte della presidenza di Valoritalia che pubblichiamo interamente.

Dopo la lettura aggiungiamo qualche commento…

 

In sostanza Valoritalia ci spiega che le cose non stanno esattamente come avevamo detto; anzi, le varie società di certificazione non solo conoscono benissimo il progetto di telematizzazione dei registri di cantina ma lo sostengono apertamente.

Il problema è che – come afferma pacatamente ma significativamente Valoritalia – “…l’entrata in vigore dei registri telematici presenta ancora oggi delle oggettive criticità, non dipendenti dagli ODC, che non permettono a questi ultimi di operare con celerità ed efficacia”.

Insomma gli enti certificatori non hanno la possibilità, attualmente, di effettuare per bene il proprio lavoro avvalendosi dei registri telematici e pertanto invitano i produttori di vino a mantenere aggiornati i registri cartacei, gli unici capaci al momento di garantire la piena efficacia del sistema dei controlli e delle certificazioni. Aggiungono chiaramente che “…la richiesta di continuare a fornire la documentazione agli enti di controllo, non avrà più ragion d’essere nel momento in cui il sistema sarà pienamente operativo e consentirà agli organismi di controllo di acquisire direttamente tutte le informazioni di cui necessitano”.

È questo un punto importante, perché siamo convinti che mai come in questo delicato momento – di passaggio da un sistema cartaceo farraginoso che comunque funzionava bene a uno telematico che si presenta come un evidente passo in avanti, in termini di snellimento delle pratiche ed efficacia dei controlli, ma che ancora non funziona come promesso – ci sia la possibilità per i soliti “furbetti del quartierino” di combinare truffe e raggiri vari, inserendosi con criminale maestria tra le zone d’ombra create dal non facile allineamento dei due sistemi.

Sosteniamo Valoritalia e gli altri enti certificatori nel loro prezioso lavoro di controllo, perché è evidente oggi la necessità di alzare il livello di guardia e intensificare il sistema dei controlli e delle certificazioni, per evitare che qualcuno ne approfitti.

Purtroppo ai viticoltori è chiesto uno sforzo ulteriore (già hanno dovuto studiare a lungo il nuovo sistema telematico e tutte le sue problematicità…) ma dovranno farlo in nome del bene comune: il mondo del vino italiano non ha proprio bisogno in questo momento di scandali e indagini a seguito di truffe conclamate; ci faremmo tutti, ma proprio tutti, una figura… barbina!