Valdarno di Sopra: verso una denominazione tutta biologica

Una DOC tra le più giovani del panorama vitivinicolo italiano (che rappresenta, invero, uno dei territori toscani già identificati in passato come tra i più vocati in termini qualitativi), si fregia di una caratteristica che la contraddistinguerà e ne farà un modello virtuoso per tutto il comparto: la Doc Valdarno di Sopra sarà la prima denominazione (presumibilmente in Italia, ma probabilmente anche in tutta Europa), ad essere biologica per Disciplinare.

Questo è stato l’oggetto dell’approfondimento andato in scena in occasione del Salone del Gusto di Torino il giorno venerdì 21 settembre scorso, alla presenza del curatore della guida Slow Wine Giancarlo Gariglio; del Coordinatore regionale Slow Wine per la Toscana Fausto Ferroni; e dei rappresentanti della Doc Valdarno di Sopra Luca Sanjust (azienda Petrolo), presidente del Consorzio; Ettore Ciancico (azienda La Salceta), segretario.

E’ un passo di fondamentale importanza, e di sicura lungimiranza, in una regione come la Toscana che, come sottolinea Gariglio, è già all’avanguardia nel settore vinicolo per l’attenzione ai temi della sostenibilità, e dove ormai praticamente un produttore su due adotta protocolli biologici o biodinamici nella gestione agricola.

Un percorso impegnativo, che dovrebbe concludersi entro la vendemmia 2019, intrapreso con convinzione e determinazione dai produttori della Doc, nella convinzione di essere custodi del proprio territorio, di doverlo preservare e se possibile migliorare.

Obiettivi che sono assolutamente in linea con i principi alla base del movimento Slow Food, e con l’idea virtuosa di gestione “moderna” dell’agricoltura e dell’enologia che anima Slow Wine, che non può che seguire con soddisfazione, e cercare di raccontare e divulgare al meglio, questo progetto.

La zona di produzione della Doc Valdarno di Sopra comprende il territorio dei comuni di Cavriglia, Montevarchi, Bucine, Pergine Valdarno, Civitella in Val di Chiana, Castelfranco-Piandiscò, Terranuova Bracciolini, Loro Ciuffenna, San Giovanni Valdarno, Castiglion Fibocchi e Laterina in provincia di Arezzo.

Il fiume Arno divide le due macrozone, che possono essere dettagliate come menzioni aggiuntive: “Pietraviva”, identifica la macrozona alla sinistra del fiume, sulle colline del versante dei Monti del Chianti che si volge verso la valle dell’Arno, che in linea generale da origine a vini più terrosi, sapidi e strutturati; “Pratomagno” identifica la macrozona alla destra del fiume, alle pendici del massiccio del Pratomagno, con vini tendenzialmente più fruttati, morbidi e dal tannino più dolce.

Il disciplinare prevede una base ampelografica molto ampia, ma il sangiovese ha il ruolo del protagonista, in una produzione vinicola incentrata principalmente sui rossi.

Nata nel 2011 dall’iniziativa di 12 produttori, oggi la Denominazione conta 32 soci attivi, uniti dalla convinzione, ribadita dal presidente Luca Sanjust, che solo la qualità può distinguere i vini Valdarno di Sopra DOC in una offerta amplissima.

E che la zona sia naturalmente predisposta alla produzione di vini di qualità e di origine sicura, nel totale rispetto del territorio, lo testimonia quello che può essere considerato un esempio ante litteram di denominazione di origine controllata, il Bando del Granduca di Toscana Cosimo III De’ Medici del 1716, che identifica e delimita le quattro aree di eccellenza della Toscana destinate alla produzione di vino di qualità con indicazione di origine (Chianti, Pomino, Carmignano, Valdarno di Sopra).

I sei vini Doc Valdarno di Sopra assaggiati nell’occasione hanno ampiamente confermato le grandi potenzialità qualitative che il territorio può esprimere.

Valdarno di Sopra MALVASIA BIANCA LUNGA 2017 – Campo del Monte

Bianco di aromaticità tenue e discreta, si disimpegna con agilità al palato, piuttosto semplice ma sapido e fresco

 

Valdarno di Sopra OSATO 2016 – La Salceta

Rosato da Cabernet Franc ottenuto per macerazione, pungente e piccante, molto particolare e decisamente interessante. Si fa apprezzare per freschezza fruttata e nerbo, dando la sensazione di avere ancora buone possibilità di evoluzione

 

Valdarno di Sopra OTTANTADUE 2016 – Podere Il Carnasciale

Nuovo sangiovese, prodotto in quantità minime dall’azienda resa famosa dal Caberlot, con il quale sembra condividere la componente aromatica pepata e scura, per distaccarsene su note più terrose e floreali, che echeggiano una matrice “chiantigiana”. Tenace e grintoso.

 

Valdarno di Sopra PETRUNA ANFORA 2015 – Il Borro

Sangiovese prodotto in anfora, emblema del nuovo corso aziendale della tenuta dei Ferragamo, con svolta decisa e totale su biologico e agricoltura sostenibile. Umbratile e caratteriale, ha buona naturalezza, sapore e slancio, non privo di grazia fruttata.

Valdarno di Sopra VIGNA DELL’IMPERO 2015 – Tenuta Setteponti

Chiude il trittico dei sangiovese in purezza questa selezione dal tratto gustativo snello e ben disteso, dove la dolcezza del frutto e del tannino è ben sostenuta dall’acidità. Unico dei tre sangiovese ad essere affinato in legno, come avvertibile dalla speziatura dolce che accompagna il profilo aromatico.

 

Valdarno di Sopra GALATRONA 2016 – Petrolo

Per tanti anni Igt, il celeberrimo merlot prodotto da Petrolo da qualche anno è entrato a nobilitare la Doc . Scuro e tenace, con acidità spiccata, ha spessore e profondità nella sua evidente gioventù. Lontano dai clichè dei merlottoni toscani tutti frutto e potenza, ha una terrosità che rimanda alle colline di provenienza.