Trebbien 2015, Valter Mattoni

GLUCK – La bottiglia della sera

 

dove: agriturismo Ponterosa, Morrovalle (MC)

con: crema di patate con finferli, tartufo e gocce di olio evo

 

 

L’informalità e il calore casalingo che si respira in questo piccolo agriturismo – non a caso è una Chiocciola di guida Osterie d’Italia – consiglia una sosta periodica. Dal menù del giorno scelgo un antipasto, semplice, che già pregusto solo alla lettura mentre dalla lista dei vini (solo marchigiana e per lo più orientata verso etichette bio o naturali) scelgo il Trebbiano di Valter Mattoni – chiamato da tutti La Roccia – che non poteva non chiamarsi semplicemente Trebbien.

Uno, due e tre, si apre: nel calice c’è tanta pesca sciroppata, ravvivata da sprazzi di erbette aromatiche, ma è al palato che il vino si allarga con la sua ampia struttura tenuta a bada da un’incisiva sapidità che ti chiede di bere di continuo.

Arriva la crema di patate, perfetta nell’esecuzione, con finferli, tartufo e olio evo della casa, che rilascia un’aromaticità infinita, elegante e ravviva la vellutata setosa.

La fusione al palato è perfetta e soprattutto dopo aver finito il piatto e quasi metà bottiglia, anche il mio animo è molto appagato.

 

 

Prezzo in enoteca 15 euro

 

 

 

 

Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino – o di birra – bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino (o una birra) “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.