Trebbiano Spoletino Trebium 2015, Antonelli San Marco

GLUCK – La bottiglia della sera

 

dove: a casa

con: tagliolini al ragù di coniglio

 

Non fate mai l’errore di utilizzare un vino troppo buono per cucinare.

È successo anche a me, quando ho deciso di preparare un ragù di coniglio in bianco con un animale cresciuto “veramente slow” e a km zero; anzi a km 0,3, tanto dista da casa mia l’aia dove è nato e dove ha vissuto.

Avevo bisogno di un mezzo bicchiere di vino bianco per sfumare il ragù, e avevo deciso di accompagnare la cena con questo Trebbiano Spoletino Trebium 2015 della cantina Antonelli – San Marco, di Montefalco, che avevo personalmente acquistato in cantina.

L’ho quindi stappata con l’intento di utilizzarne solo il mezzo bicchiere necessario: purtroppo a fine cottura, un po’ per ingannare il tempo e un po’ per scoprirne la grande personalità, e lo spessore veramente intrigante, mi sono accorto che una mezza bottiglia era… evaporata e sicuramente non sarebbe stata sufficiente per la cena. Per fortuna ne avevo acquistate più di una, saggio!

È un vino dal colore giallo dorato, che esprime carattere in tutte le sensazioni sia olfattive che gustative; spiccano note di frutta tropicale e una leggera nota speziata che arricchisce il sorso. Anche i commensali hanno gradito la ricchezza e la sostanza di questo Trebium 2015 che col passar del tempo manifestava sempre più la sua personalità, andando perfettamente a braccetto con i tagliolini con il ragù di coniglio arricchito da note di timo, maggiorana e santoreggia.

Sarà stata la gradevolezza e la facilità di beva, la tranquillità della serata, l’amichevole compagnia dei commensali… sta di fatto che anche della seconda bottiglia abbiamo visto il fondo.

 

Prezzo in enoteca 11 euro

 

 

 

 

Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino – o di birra – bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino (o una birra) “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.