Trebbiano d’Abruzzo Castello di Semivicoli 2014, Masciarelli

GLUCK – La bottiglia della sera

 

dove: a casa

con: zuppa ai funghi porcini

 

Rientro a casa, per una volta tanto a pranzo; ho i tempi di lavoro che non coincidono molto con il resto della famiglia: o sono fuori per pranzo o mi accontento di sbocconcellare qualcosa in ufficio. Ma oggi gira diversamente, arrivo ad un orario decente pensando che siano più o meno tutti li… invece niente, non c’è nessuno.

Fortunatamente però c’è un serio avanzo di zuppa di funghi porcini (regalati da una carissima amica…) e farro cucinata da mia figlia Matilde, che non avevo ancora avuto modo di assaggiare: scaldatina e in pochi minuti fuma nel piatto che è un piacere.

E cosa ci abbiniamo adesso? Facile, un Trebbiano d’Abruzzo Castello di Semivicoli, altro avanzo, da un Master Vino di un paio di giorni prima, portato a casa perché mi aveva entusiasmato non poco durante il corso. Chissà come si è mantenuto…

Al primo sorso si riconferma nel ricordo, un gran bel vino. Entra in bocca dinamico, con sapidità intrigante che scalpita, lunghissimo, e chiude in punta di lingua sempre piacevolmente sapido (ma non si sentiva il dolce in punta di lingua?). Condisce perfettamente il porcino, la zuppa nel suo insieme a cui ho aggiunto un olio buonissimo della Valpolicella, Sisure, fruttato e saporito.

Me lo sorseggio ancora un po’ questo Trebbiano, assaporando il momento di tranquillità: non so se evoca di più una spiaggia e la salsedine di un vento marino invernale o un campo di fieno appena tagliato. Di certo so che scorre, scorre tanto che la bottiglia finalmente finisce.

 

Prezzo in enoteca 20 euro

 

 

 

 

 

Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino – o di birra – bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino (o una birra) “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.