Tra le Maestà

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Anche la neve ha reso onore a Le Loro Maestà. Prevista, attesa e temuta ha aspettato a cadere copiosa alla fine della manifestazione quando la valanga di persone accorse a questa imperdibile degustazione aveva lasciato le sale allestite dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo con la testa, gli occhi, il palato e il cuore ancora impressionati dalla luminosa parata di vini in assaggio.

  

Un confronto meraviglioso che ha sancito ancora di più, se mai ve ne fosse bisogno, la relazione intima tra nebbiolo e pinot nero, non tanto nell’espressione organolettica quanto nella capacità di evocare emozioni, suscitare passione e saper narrare la storia di un luogo attraverso la cultura viticola tramandata da generazioni.

Pollenzo

 

Lo spaccato di due territori così vasti è stato reso molto bene dal gruppo di Artevino, che ha saputo proporre, con competenza e autorevolezza, una selezione di produttori non scontata e in grado di raccontare molto bene il panorama enologico delle due regioni anche nei loro risvolti più insoliti e forse meno battuti. A tal proposito se in Piemonte le declinazioni del nebbiolo hanno riguardato tutte le sue denominazioni con il Re Barolo a guidare un più che nobile stuolo di aziende, la Borgogna ha offerto alla corte di Grand Cru folgoranti, sorprendenti realtà situate nelle pieghe di un luogo che nella sua pur rigida classificazione riesce a offrire un incredibile dinamismo nei suoi protagonisti e interpreti.

Borgogna 

Veniamo agli assaggi. Una cinquantina di aziende dalla quale vogliamo riportare le bottiglie a nostro “palato” più interessanti che abbiamo incontrato.

 

Pinot Nero

Arlaud

Morey Saint Denis 1er Cru “Aux Cheseaux” 2010

Lucente e vivo il colore. Profumi speziati dolci e agrumati, quasi bergamotto, con note di iodio,  menta che anticipano un palato armonico di grande eleganza, articolato e complesso. Emozionante.

 

Bonneau du Martray

Corton Grand Cru 2009

Al cospetto di Jean-Charles de la Morinière, due annate di Corton. Il 2009 chiuso al naso ma sontuoso al palato e trascinante. Il 2002 sanguigno, speziato di curry con note ferrose dalla materia splendida e articolata, aerea eppure capace di imprimersi sulla lingua con autorità.

 

Chandon De Briailles

Corton Bressandes Grand Cru 2009

Impressiona la naturalezza espressiva unita alla monumentale complessità. Un frutto ancora pieno e centrato è la sua dichiarazione di gioventù. Il palato è articolato, armonico, succoso. Buonissimo anche il  Village Les Vergelesses 2010.

 

Confuron-Cotetidot

Vosne Romanee 1er Cru Les Suchots 2009

Dalla luminosità di questo rosso emergono sensazioni floreali, profonde e ampie, che danno l’idea dell’immersione. Poi spezie a profusione, cannella, menta, un filo di vaniglia. Tensione in bocca a servizio di materia e perfetta misura tannica.

  

Catherine & Claude Marechal

Pommard La Chaniere 2010

Davvero impressionante il volume aromatico di questo vino che gioca su note balsamiche che amplificano più veraci toni sanguigni e di ruggine. In bocca è severo e questo è bene, il tannino si fa sentire ma al servizio di una materia armonia e di splendida articolazione. Eredità di succo e aromi fruttati.

 

Chantal Remy

Clos de La Roche Grand Cru 2002

Classico nelle note presenti di cassis, menta, cannella e cumino. Palato ampio quasi denso ma sempre condotto attraverso il filo rosso di una splendida acidità che ne rende leggiadro il tratto gustativo.

 

Nebbiolo

Giacomo Brezza

Bricco Sarmassa 2008

Il Cannubi è buono e si sa. Il Bricco Sarmassa pari annata, che in estate sembrava a saracinesca abbassata, ora esplode nella sua florealità. Elegante e fine, monumentale.

 

Giacomo Fenocchio

Bussia 2008

Chiudi gli occhi mentre il naso sprofonda nel bicchiere. Siamo a Bussia e i fiori balsamici che ti invadono dicono che non ti sbagli. Un palato magistrale, misurato, la cui forza è nel profondo senso di appartenenza che stilla da ogni goccia di vino.

 

Conterno Fantino

Mosconi 2009

Questo Mosconi, proprio sopra la Ginestra, conforta non poco sull’idea della vendemmia 2009 a Barolo. Profumi profondi, vertenti sulla potenza del frutto, in questo momento, di piena e contenuta maturità. Il taglio acido è splendido e serve a una materia opulenta ma mai in debito di eleganza.

 

Massolino

Margheria 2008

Un sussurro di classe ed eleganza. Toni floreali che incedono, lentamente e inesorabili, fino a conquistare per la loro definizione. La materia è lieve e si stenta a crederlo un Serralunga fino alla percezione di un tannino rigoroso che innerva un succo di estrema finezza.

 

Travaglini

Gattinara Ris. 2006

Il colore granato evoca classicità e i profumi che prendono il via con note di terra umida, china, confermano l’impressione visiva. Le sensazioni si amplificano su note di rosa, sandalo e radice di liquirizia. Bocca splendida dove il tannino austero regola la materia nobile foriera di sapidità e succo.

 

Giuseppe Cortese

Barbaresco Rabajà Ris. 2006

Un vino leggiadro ma al contempo profondo e capace di accompagnarti nel mezzo di un cru prestigioso. Floreale e speziato con note di tartufo a chiudere un panorama olfattivo perfetto. In bocca è teso e aggraziato. Lirico.