SoloVino, ovvero come parlare di contadini, artigiani e territori in modo coinvolgente e più che efficace

È qualche tempo che aspettavamo con grande curiosità SoloVino, la manifestazione che sabato 1 aprile ha animato – e non poco – il Pala Rocche di Santo Stefano Roero. Bene, vi possiamo tranquillamente dire che il successo ha superato ogni aspettativa. Chi ha avuto la fortuna di partecipare, sarà sicuramente d’accordo nel dire che è stato un evento davvero speciale, pieno di vibrazioni positive, tanti sorrisi, begli incontri, ottimi vini. In una parola, bello.

Da frequentatore seriale di fiere ed eventi degustazioni varie, devo dire che mi piacerebbe vedere più situazioni vinose simili, meno formali, accessibili a tutti, dove il piacere del vino invoglia la scoperta e arricchisce sia il pubblico sia i produttori partecipanti.

Ma cos’è che alla fine ha fatto la differenza? La formula in se è stata molto semplice: «Avevamo il desiderio di organizzare una festa per celebrare la nostra associazione e condividere con gli amici il nostro lavoro. Abbiamo esteso l’invito a tanti altri viticultori che come noi hanno iniziato a coltivare la vigna per passione. La festa è diventata SoloVino…», spiega Luca Faccenda, uno degli organizzatori insieme al suo gruppo di SoloRoero. Intenti pienamente realizzati.

Forse anche per merito del filone narrativo nuovo, ovvero raccontare le aziende di prima generazione, molte delle quali nate solo di recente e di conseguenza ancora sconosciute a gran parte del pubblico. Aziende provenienti da ogni angolo dello stivale per una sorprendente diversità di vini, e anche qui, tanti territori ancora meno esplorati dagli appassionati. Qualche esempio? Siamo passati dalle sponde del Lago di Bolsena dove Andrea Occhipinti coltiva aleatico e grecchetto rosso, alle Colline Lucchesi dove Samuele Bianchi ha avviato la sua azienda il Calamaio, passando per le colline vulcaniche di Roncà dove Riccardo dell’azienda Meggiolaro coltiva durella, fino all’Ogliastra di Roberto Pusole e il suo tutt’altro che scontato Cannonau di Sardegna. Comune denominatore: un approccio alla viticoltura rispettoso agli equilibri naturali in vigna, come piace a noi di Slow Wine, e vini artigianali ricchi di carattere con forte accento sulla bevibilità.

Ma quello che infine ha fatto la vera differenza era la componente umana: calorosa, accogliente e coinvolgente. Certo, mettere insieme amici che condividono esperienze simili, difficoltà e soddisfazioni, stimolare lo scambio di saperi e idee, fare rete aiutandosi a vicenda, non può che fomentare un clima gioioso, positivo e accogliente, un clima che ha traboccato per contagiare altrettanto il pubblico presente. Relativamente poche giacche e cravatte anche se, grazie magari anche a Grandi Langhe, c’era una buona presenza di giornalisti e buyer stranieri. In compenso tanti gruppi di amici o famiglie con bambini e qualche cagnolino al seguito, ma in ogni caso era un pubblico curioso, invogliato a fare domande. E, cosa che ci ha fatto tanto piacere, c’era un discreto numero di produttori piemontesi curiosi di conoscere i loro nuovi colleghi. Insomma, si è riusciti a eliminare gli eccessivi formalismi delle fiere aumentando la dimensione umana, per un’esperienza gustativa coinvolgente e piacevole, naturalmente istruttiva. Il numero di produttori era quello giusto per assaggiare tranquillamente tutte le etichette con calma.

Il successo è stato tale che è stato necessario prolungare la degustazione di un’altra ora.

La festa serale era poi un ottimo modo per concludere una giornata intensa e gratificante, preparata con impegno da parecchi mesi. Non andremo nel dettaglio su tutto quello accaduto ma vi possiamo raccontare che si è ballato allegramente fino alle tre e mezzo di mattino, bevendo solo vino.

A questo punto non basta che fare i complimenti ai ragazzi di SoloRoero e a tutti quelli che hanno dato una mano a rendere SoloVino una festa indimenticabile, organizzata con un budget minimo ma in con tante collaborazioni preziose: la ProLoco e il Comune di Santo Stefano Roero, Casa dei Tajarin, Assopiemonte Dop&Igt, Tuttafuffa e Soul Kitchen per la Musica, Davide Sacchetto per la logistica, i bravissimi Marco e Francesco Valtorta (falegnami) e Davide Bertero (fabbro) per i bellissimi tavoli, Franco Baravalle per i panelli insonorizzanti, Michela Marchi e Martina Teruzzi per il splendido lavoro di comunicazione e ufficio stampa, Carolina Roggero per la grafica, creatività e accoglienza e tutti i produttori presenti.

Non vediamo l’ora che arrivi la prossima edizione.

IL programma di SoloVino 2017