Slow Wine Scouting – Marco Antonelli (Lazio)

La rubrica SLOW WINE SCOUTING nasce per soddisfare un’esigenza molto semplice. 

Questi sono i mesi in cui effettuiamo la maggior parte delle visite alle aziende per la redazione di Slow Wine 2019; oltre a ritornare nelle cantine già presenti nelle passate edizioni della guida andiamo a visitare anche nuove realtà, scovate setacciando a fondo i vari territori vitivinicoli d’Italia, che ci piacciono parecchio ma che per vari motivi non riusciamo a inserire in guida.

Spesso anche solo perché non c’è posto, e quindi poniamo queste aziende “in osservazione” prima di operare delle sostituzioni.

In molti casi però si tratta di aziende che meriterebbero davvero di essere conosciute e valorizzate, e allora cominciamo a farlo segnalandone una a settimana all’interno di questa rubrica, con la pubblicazione di una scheda simile a quelle redatte per la guida.

Poi, forse, troverete queste aziende anche in Slow Wine 2019… staremo a vedere!

Redazione Slow Wine

 

 

MARCO ANTONELLI

Via di Villa Marina, snc

Olevano Romano (RM)

Tel. 06 9562831

 

La rinascita del vino del Lazio passa anche per Olevano Romano e dal suo Cesanese che, da qualche anno, sta valorizzando tutto un territorio che fino a pochissimo tempo fa era conosciuto quasi esclusivamente per la produzione di un vino rosso dolce da acquistare sfuso come alternativa alla Romanella dei Castelli Romani.

 

VITA

Altri tempi, forse, ma Marco Antonelli– che vado a trovare una mattina di fine primavera – se li ricorda bene perché calpesta questi terreni di origine vulcanica da oltre 40 anni e le sue prime parole, appena ci incontriamo sono state queste: “Sin da bambino, ho vissuto la campagna come una ininterrotta distesa di filari dove ogni colle, pianura e zolla erano ricoperti da vigneti. L’azienda della mia famiglia si estendeva per quasi 5 ettari, completamente vitati in filari ad alberello! Ogni vite veniva toccata, accarezzata e curata da mani sapienti senza nessuna concessione, mai! Ero felice, avevo 7 anni e distrattamente ascoltavo le lezioni di mio padre e osservavo le mani dei miei mentre con competenza “spulciavano” le viti. In verità, ero più attratto dall’eco dei canti che rompevano il silenzio della vallata, intonati per spezzare quella monotonia. Oggi torno in campagna, mio padre è morto, mia madre è anziana, mi guardo intorno, siamo rimasti in pochi a coltivare i vigneti che, per la maggior parte, non sono quelli di quando ero bambino. Quelle piante si sono spente assieme a chi le gestiva. Nonostante l’amore e la passione quei vecchi vignaioli non sono riusciti a tramandare ai propri figli la loro cultura contadina e la loro scelta di vita. Ma io ci sono, come me pochi altri, e con l’amore di un tempo continuiamo a produrre il Cesanese di Olevano Romano con impegno e passione”.

 

VIGNE

Oggi Marco Antonelli gestisce con amore poco più di tre ettari di vigneto diviso in due blocchi: il primo appezzamento, chiamato Colle Amici, si estende per circa 1.3 ettari (cesanese comune e malvasia) dove le vigne, situate ad una altezza di 300 metri s.l.m., sono piantate appena fuori la sua casa. I restanti due 2 ettari si trovano invece in località Morra Rossa, sotto il Monte Scalambra, ai confini dei comuni di Olevano Romano, Piglio ed Affile, dove a circa 450 metri s.l.m. Marco gestisce uno storico vigneto con piante di età compresa tra i 50 e gli 85 anni. La caratteristica unica di questo appezzamento è dovuta al fatto che troviamo dislocate in maniera disordinata vigne a bacca bianca (ottonese, trebbiano ed altre specie dimenticate) e a bacca rossa (cesanese comune) perchè, come mi spiega lo stesso vignaiolo, una volta si faceva così anche se oggi, come facile ipotizzare, questa scelta lo sta facendo diventare pazzo visto i problemi di lavorazione che si enfatizzano soprattutto durante la vendemmia.

La conduzione di tutte le vigne, vecchie e giovani che siano, si lega a logiche agronomiche totalmente diverse rispetto al passato. “Fino a poco tempo fa – mi spiega Marco– queste piante, grazie anche ad un terreno ricco e fertile, erano gestite per produrre fino a 300 quintali per ettaro. L’avvento, nel passato, della Cantina Sociale non ha certamente aiutato perché tutti gli agricoltori qua producevano in modo quantitativo uva che, tra l’altro, nemmeno veniva valorizzata dal punto di vista economico. Non parliamo poi della chimica: tutte le vigne erano trattate in maniera pesante, i vecchi vignaioli, purtroppo, non avevano idea dei danni che stavano creando sia all’ambiente sia, soprattutto, a loro stessi. Solo col tempo capirono che avevano sbagliato ma, ormai, era troppo tardi. Molti di loro, compreso mio padre, in pochi anni morirono di tumore al colon. Una coincidenza? Io non credo“.

Staccare la spina al passato per Antonelli ha significato riconvertire le vigne a pratiche agronomiche più naturali (le vigne sono in conversione biologica dal 2016) e qualitative (max resa 2 kg uva per pianta) grazie alla consulenza del bravissimo Vincenzo Mercurio che, dal 2014, supervisiona tutto il processo produttivo dalla vigna alla cantina, ricavata sotto l’abitazione personale, dove si vinifica in maniera spontanea (lieviti autoctoni) utilizzando basse dosi di solforosa. Il risultato finale? Vini sempre diversi tra loro perché l’annata cambia e con sé porta pregi e difetti unici ed inimitabili.

 

VINI

È arrivato il tempo di degustare e si aprono le danze con il Le Nuvole 2016 (malvasia, trebbiano e ottonese) il cui colore, giallo oro, fa da apripista ad naso denso e stratificato dove ritrovo la frutta tropicale, gli agrumi, anche canditi, la pesca matura e squillanti ricordi di zagara e soffi minerali. Chi si aspetta un sorso “pesante” deve ricredersi visto che il vino vive di leggerezza, freschezza e deciso allungo sapido nel finale. A seguire tre ottime e differenti versioni di Cesanese: Cesanese di Olevano Romano Il Fresco 2014 (100% cesanese comune): da un’annata fresca e problematica come questa Marco ha tirato fuori un rosso estremamente leggero, fresco e lineare tutto fruttini rossi ed equilibrio sopraffino la cui somma promette beva irresistibile e serate a casa con amici. Cesanese di Olevano Romano Superiore 2015 Tyto 2015 (100% cesanese comune): figlio di una annata abbastanza calda, questo vino, ancora in divenire, è dotato di un olfatto compatto e variopinto dove ritrovo torni di ciliegia nera, humus, sensazioni di terra rossa e folate di ginepro. Potenza gustativa calibrata e coerente ed esaltata da un nobile tannino e vibrante freschezza. E infine Cesanese di Olevano Romano Kósmos Riserva 2015 (100% cesanese comune proveniente da uve della vigna Morra Rossa): al naso, nonostante la gioventù del Cesanese, si intravede un ampio corredo olfattivo di viola mammola, iris, marasca, mirtilli e more a cui seguono bordate di macchia mediterranea e terra. Sorso sapido e carnoso, gratifica con sostanzioso ritorno fruttato e lunga e vigorosa persistenza minerale.