Slow Wine Scouting – Le Vigne di Clementina Fabi (Marche)

Questi sono i mesi in cui effettuiamo la maggior parte delle visite alle aziende per la redazione di Slow Wine 2019; oltre a ritornare nelle cantine già presenti nelle passate edizioni della guida andiamo a visitare anche nuove realtà, scovate setacciando a fondo i vari territori vitivinicoli d’Italia, che ci piacciono parecchio ma che per vari motivi non riusciamo a inserire in guida.

Spesso anche solo perché non c’è posto, e quindi poniamo queste aziende “in osservazione” prima di operare delle sostituzioni.

In molti casi però si tratta di aziende che meriterebbero davvero di essere conosciute e valorizzate, e allora cominciamo a farlo segnalandone una a settimana all’interno di questa rubrica, con la pubblicazione di una scheda simile a quelle redatte per la guida.

Poi, forse, troverete queste aziende anche in Slow Wine 2019… staremo a vedere!

Redazione Slow Wine

 

 

LE VIGNE DI CLEMENTINA FABI

Contrada Franile, 3

63069 Montedinove (AP)

Tel. 0736 828217

info@levignediclementinafabi.it

 

 

VITA

Clementina Fabi, originaria di Montedinove ed emigrata per amore a Roma, nel 2010 ha deciso di ritornare nella sua terra natia per cercare di valorizzare la proprietà di famiglia e gli ettari vitati che il nonno già conduceva. Dopo qualche anno di assestamento, dal 2014 la gestione è in mano alla figlia Loretta e al marito Gianluca, trasferiti anche loro da Roma, addetti rispettivamente al settore amministrativo-commerciale e alla produzione.

 

VIGNE

La superficie vitata originaria di 7 ettari, oggi già cresciuta a circa 8,5, sarà oggetto di ulteriore ampliamento fino a 12. I vigneti giacciono in una bella valle circondata dalle alture in una zona ancora sana e incontaminata, in cui i colori dei campi danno un senso di benessere al solo sguardo. In regime biologico, si coltivano soprattutto uve autoctone, con aggiunta di qualche filare di rossi internazionali.

 

VINI

La produzione va forgiandosi pian piano e di anno in anno inizia a prendere forma. È parso interessante l’Offida Pecorino 2016 , che dopo l’iniziale nota di lieviti e frutta secca mostra un frutto ampio e incisivo, che poggia su un palato ben misurato, anche se l’alcol riduce un po’ l’incisività finale. A seguire il Cerì Dal Tino 2012, un blend di montepulciano, cabernet sauvignon e sangiovese, che fa bella mostra di un bagaglio fruttato delicato in cui si integra bene il legno, con il sorso che ha polpa e si lascia bere senza spigolature. L’Offida Passerina 2017 infine è avvolto da aromi dolci che infondono consistenza all’olfatto, mentre al palato manca un po’ di sostanza nonostante la chiusura sapida.