Slow Wine Scouting – De Bacco

Oggi inauguriamo la rubrica SLOW WINE SCOUTING, un nuovo progetto che nasce per soddisfare un’esigenza molto semplice.

Questi sono i mesi in cui effettuiamo la maggior parte delle visite alle aziende per la redazione di Slow Wine 2019; oltre a ritornare nelle cantine già presenti nelle passate edizioni della guida andiamo a visitare anche nuove realtà, scovate setacciando a fondo i vari territori vitivinicoli d’Italia, che ci piacciono parecchio ma che per vari motivi non riusciamo a inserire in guida.

Spesso anche solo perché non c’è posto, e quindi poniamo queste aziende “in osservazione” prima di operare delle sostituzioni.

In molti casi però si tratta di aziende che meriterebbero davvero di essere conosciute e valorizzate, e allora cominciamo a farlo segnalandone una a settimana all’interno di questa rubrica, con la pubblicazione di una scheda simile a quelle redatte per la guida.

Poi, forse, troverete queste aziende anche in Slow Wine 2019… staremo a vedere!

Redazione Slow Wine

 

 

DE BACCO

Seren del Grappa (Belluno)

Via Quattro Sassi, 4

Tel. 0439 44149

www.debacco.it

info@debacco.it

 

VITA

I De Bacco – che davvero si chiamano De Bacco di cognome, un destino segnato da tempo quindi… – sono fratello e sorella, Marco e Valentina: vivono nel bellunese e producono vino. A dire il vero seguono una tradizione di famiglia, visto che i loro predecessori già alla fine dell’Ottocento diedero vita al vigneto più antico della zona, lavorato tuttora dall’azienda. Marco e Valentina fanno vino a Feltre, in quella bretella di terra che unisce la Valsugana alla valle del Piave. Un borgo medievale incantevole, purtroppo fuori dalle mete classiche turistiche ma che merita assolutamente una visita. Feltre è più famosa per la birra – la Pedavena – che per il vino, eppure in questa valle veniva coltivata la vite già nel quindicesimo secolo, quando la valle feltrina era un importante fornitore di vino della corte Asburgica. Si pensi che fino alla seconda Guerra Mondiale gli ettari vitati erano più di 2.000 mentre alla fine del secolo si arrivava a contarne solamente 4. Oggi – grazie ad un gruppo di giovani appassionati, riuniti nel Consorzio Coste del Feltrino – la viticoltura sta riprendendo piede e molto lo si deve ai fratelli De Bacco, che con i loro 9 ettari di vigneto sparsi in varie zone del comprensorio di Feltre riescono oggi a produrre circa 60.000 bottiglie di vino.

 

VIGNE

Contagioso l’entusiasmo di questi giovani viticoltori che recuperano vecchi vigneti dopo che il bosco si è ripreso il suo spazio. Sono impianti che si inerpicano in maniera vertiginosa verso le vette delle Dolomiti Feltrine. Gli impianti più bassi si trovano attorno ai 400 metri di altitudine, quelli più in alto arrivano a toccare i 600 metri. In questo scenario particolare vengono coltivate varietà locali quasi dimenticate come la pavana e la bianchetta, la trevigiana nera (chiamata in dialetto gata) e la turca rossa, oltre al teroldego, alla glera e a qualche varietà internazionale. Viene praticata una viticoltura molto accorta e rispettosa, tesa anche a salvaguardare le tradizioni locali come quella di allevare la vigna con una pergola tipica della zona detta assera, che si regge (appunto) su assi incastrate tra di loro per formare un sesto di impianto del tutto particolare.

 

VINI

Il vino che più ci ha colpito è senza dubbio il Vanduja, da uve pavana in purezza: ha naso fruttato di ciliegia, ben definito e invitante, con note speziate di chiodi di garofano e tratti vinosi. Bella succulenza in bocca, dove si dimostra vivo e croccante, con una bella vena acido-sapida che allunga il finale.  Vino di grande godibilità e piacevolezza che Marco accompagna ad una meravigliosa sopressa, che da queste parti è più piccola di quella trevigiana ma dall’alto valore gustativo. L’Extra Dry Saca invece è ottenuto con lunga rifermentazione in autoclave di sole uve bianchetta. I De Bacco da tempo hanno deciso di spumantizzare questo vitigno ormai rarissimo, recuperato nei vigneti storici di Mugnai e Fonzaso: ha naso intenso di frutta matura, con note sottili ed eleganti di spezie e fiori bianchi; la morbida è morbida e asciutta. Buono anche il Brut Rosé Ico, da uve pinot nero spumantizzate con Metodo Classico. È in fase di elaborazione anche un altro Metodo Classico prodotto unicamente con la pavana.