Slow Wine 2017. Puglia: annata d’oro per i Rosati, e poi tanti buoni rossi…

PUGLIA-01La novità più interessante della settima edizione della nostra guida, per quel che riguarda la Puglia, è la presa di coscienza che il vino rosato ha pari dignità con vino rosso e vino bianco, e che in alcune zone di particolare vocazione può raggiungere livelli di assoluta eccellenza. D’accordo, può sembrare la scoperta dell’acqua calda; d’altra parte questa piccola “rivoluzione concettuale” poteva venire da una regione diversa da quella che, di fatto, ha inventato la tipologia, codificandola e facendola conoscere in tutto il mondo.

Qui infatti si producono i migliori Rosati d’Italia; nel Salento poi la media qualitativa è assai significativa e in molti casi raggiunge valutazioni da vino di gran classe. Ci fa piacere dunque che anche per i Rosati si inizi a parlare di annate (si arriverà un giorno ad avere dei cru di Rosato? Chissà!), e per farlo forse ci voleva una delle migliori vendemmia degli ultimi 15-20 anni, quella del 2015. Ci piace anche pensare che un po’ possa aver contato il ‘monito’ lanciato proprio lo scorso anno da queste righe, allorchè ci dicemmo preoccupati che il rosato pugliese potesse perdere la sua identità territoriale e tradizionale a favore di alcune civettuole mode di stampo, come dire… “provenzale”, sempre più dilaganti in varie zone d’Italia e scimmiottate purtroppo anche da alcuni produttori regionali.

Rosato a parte, la Puglia continua a confermarsi come una delle regioni in cui fare vino di qualità è ormai una prassi consolidata. Il Nero di Troia sembra aver trovato una sua strada, improntata più sulla piacevolezza e l’eleganza che sulla struttura nervosa e scorbutica della sua uva. Il Primitivo conferma la scrupolosa cura e dedizione dei tanti virtuosi vigneron della zona di Manduria e di Gioia del Colle, che in questi anni lo hanno portato ai massimi livelli, dimostrando che anche con grande struttura ed alta gradazione, si riescono a produrre vini di assoluta pregevolezza.

Il Negroamaro dimostra le sue potenzialità di vino/vitigno di razza regalando annata dopo annata bottiglie eleganti ed equilibrate. Ma la vera conferma della crescita del comparto arriva dai tanti vini prodotti con uve meno note e rivalutate con caparbietà da tanti produttori. Che siano i bianchi bombino, verdeca, minutolo, greco, malvasia, impigno e francavidda, o i rossi susumaniello, ottavianello, malvasia nera e aleatico, si tratta spesso di etichette dal forte connotato territoriale e dalla spiccata personalità.

Fin qui le uve, le tipologie, insomma il terroir. Poi c’è l’uomo, il vigneron. E vogliamo chiudere con lui.

dsc_0928I produttori pugliesi cominciano finalmente a far squadra, sono pronti al dialogo, al confronto, alla partnership, all’aggregazione. Tante le associazioni di produttori nate negli ultimi anni, e tantissime le iniziative che vedono la cooperazione tra i vignaioli pugliesi. Si è finalmente capito che da soli non si fa molta strada, e soprattutto non si riesce a trasmettere ciò che poi diventa l’elemento più importante di ogni produzione agricola, ossia il luogo di produzione, con tutto il suo trascorso e le sue peculiarità. In una regione dove la crescita del singolo è sempre stata vista predominante rispetto a quella dell’intero settore, la novità non è assolutamente di poco conto.

Dalle visite alle aziende, e dai numerosi assaggi effettuati nei mesi scorsi, esce un quadro di riconoscimenti significativo, con parecchie conferme e tante novità assolute: elenchiamo – in ordine alfabetico – tutte le etichette da non perdere…

 

VINO SLOW

Cacc’e Mmitte di Lucera Caporale 2014, Agricola Paglione

Gioia del Colle Primitivo 16 2013, Polvanera

Gioia del Colle Primitivo Baronaggio Ris. 2013, Donato Giuliani

Gioia del Colle Primitivo Etichetta Bianca Ris. 2013, Plantamura

Girofle 2015, Severino Garofano Vigneti e Cantine

Gran Cuvée Brut XXI Secolo 2009, d’Araprì

Graticciaia 2012, Vallone

Old Vines 2013, Morella

Piromafo 2011, Valle dell’Asso

Primitivo di Manduria Dolce Naturale 2012, Attanasio

Primitivo di Manduria Es 2014, Gianfranco Fino

Ser Vite 2014, Vigne Monache

 

GRANDE VINO

Metiusco Oro 2015, Palamà

Mjere Rosato 2015, Michele Calò & Figli

Primitivo di Manduria Dolce Naturale Peccato di Gola 2012, Vinicola Savese

 

VINO QUOTIDIANO

Altura 2015, Lucio Leuci

Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo 2015, Paolo Petrilli

Castel del Monte Rosso Parco Grande 2015, Giancarlo Ceci

Castel del Monte Rosso Pezzalaruca 2013, Conte Spagnoletti Zeuli

Cavarletta Rosato 2015, Giovanni Petrelli

Falanghina 2015, Antica Enotria

Gioia del Colle Primitivo Piscina delle Monache 2013, Cantine Tre Pini

Nardò Rosso Danze della Contessa 2015, Alessandro Bonsegna

Nero di Troia 2014, Botromagno

Ottavianello di Ostuni Barocco 2014, Greco

Primitivo 2014, Amastuola

Rosa del Golfo 2015, Rosa del Golfo

Rosato 2015, Masseria Li Veli

Santimedici Rosato 2015, Castel di Salve

Spinello dei Falconi Rosato 2015, Cupertinum – Cooperativa di Copertino

Venus Rosato 2015, Conti Zecca

Volere Volare 2013, Pietraventosa

 

Potrete incontrare i responsabili delle aziende segnalate con un Vino Slow, un Grande Vino o un Vino Quotidiano, e assaggiare i loro vini, durante la presentazione di Slow Wine 2017, prevista sabato 15 ottobre a Montecatini TermePer informazioni e prenotazioni sulla grande degustazione, e sulle offerte di accoglienza, prevista a Montecatini clicca qui.