Slow Wine 2017: la Calabria finalmente unita!

2712842595_d90d0ae761Terra di grandi divisioni, la Calabria. Qui, nell’ultimo lembo di italica terra, una regola non scritta vuole che il proprio paese sia unico, diverso e migliore da tutti gli altri. In ambito enologico ciò significa che la propria zona è più vocata di altre, le proprie vigne sono migliori di quelle del vicino. Per non parlare del proprio vino, sempre una spanna sopra gli altri. D’altronde, se “le Calabrie” si chiamavano così, ci sarà pure un motivo! Calabria Ultra e Calabria Citra, mica una sola. Poi però capita che in una calda sera d’agosto, proprio mentre a Bra aspettano con ansia di chiudere la Guida, a Cirò ben 46 produttori, sotto lo sguardo attento e paterno di Nicodemo Librandi, diano vita alla stimolante presentazione del rinato Consorzio di tutela del vino Cirò e Melissa, che rappresenta altrettante aziende per un totale di 4.000.000 di bottiglie.

Di certo non poche specie, quaggiù. Un Consorzio che finalmente, non separa ma aggrega. Un Consorzio che chiama a raccolta anche la nuova generazione di vigneron, quella dei “Cirò Boys” (e girls, naturalmente) per intenderci, quella delle poche migliaia di bottiglie, come piace tanto a noi; una generazione talmente “folle” da accettare persino di entrare a far parte del nuovo consiglio direttivo: cose mai viste. Certi processi di cambiamento si governano meglio dall’interno, si gestiscono meglio insieme. «Nessuno si salva da solo», scrive Carlin Petrini nella prefazione di “Ti ho vista che ridevi”, il libro capolavoro dei Lou Palanca.

Anche quelli dell’altro consorzio calabrese, il Consorzio di tutela dei vini Terre di Cosenza, lo avevano capito da tempo. Loro che puntano tutto sul magliocco, sono in 27 e producono complessivamente 500.000 bottiglie. Niente male per un ente nato appena due anni fa. Due realtà che diventeranno ben presto volano di sviluppo per tutta l’enologia calabrese. In mezzo, tanti altri piccoli produttori, quelli della viticoltura eroica dei terrazzamenti del Palizzi, quelli dei grappoli di greco bianco messi ad appassire sui graticci al sole e che danno vita a uno dei tesori di questa terra, quelli che ancora non hanno capito che il mantonico lasciato appassire dà risultati forse anche più soddisfacenti, quelli, infine, che resistono in mezzo al niente e si ostinano, buon per noi, a rivalorizzare vitigni che credevamo perduti e, in questo modo, a preservare la biodiversità. Una Calabria non più divisa, quindi. Una Calabria che ha avuto finanche l’ardire di presentarsi, per la prima volta, con un unico stand all’ultima edizione del Vinitaly. Vuoi vedere che in Calabria, lo scrivevamo lo scorso anno, si sono veramente messi in testa di essere felici? E, cosa più importante ancora, vuoi vedere che alla fine ci riusciranno?

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VINO SLOW

Cirò Rosso Cl. Sup. 2013 – ‘A Vita

Cirò Rosso Cl. Sup. Aris 2013 – Sergio Arcuri

Moscato Passito al Governo di Saracena 2015 – Luigi Viola

 

VINO QUOTIDIANO

Chora Rosso 2014 – L’Acino

Cirò Bianco 2015 – Cote di Franze

Cirò Rosso Cl. Duca San Felice Ris. 2014 – Librandi

Cirò Rosso Cl. Sup. 2014 – Cataldo Calabretta

Petelia 2015 – Ceraudo