Slow Wine 2013 – Le bellezze del Centro: l’Umbria

Se nelle prime due edizioni della guida lamentavamo una certa staticità produttiva e stilistica della proposta, siamo felici di riscontrare che un movimento virtuoso percorre la regione. I fattori sono molteplici ma gran parte del lavoro è stata portata avanti dai viticoltori, che sembrano aver raggiunto una maggiore consapevolezza nel lavoro viticolo e mostrano di operare non solo per sé, ma per l’intero territorio.

 

Nel rinomato comprensorio di Montefalco qualche produttore ci ha ripetuto questa battuta: «stanno espiantando il sagrantino per piantare trebbiano». Il trebbiano spoletino sta infatti attirando molti interessi da parte dei produttori della zona ma la battuta mette il dito in una piaga: troppo sagrantino si è piantato negli anni Novanta (con la conseguente attuale stagnazione del mercato), non vorremmo che l’errore venisse ripetuto con il trebbiano spoletino.

 

Buone nuove ci giungono dalla provincia di Terni: l’Orvieto ha nei suoi classici interpreti una garanzia di qualità; il ciliegiolo, se vinificato rispettandone la fragranza espressiva, può diventare un’altra eccellenza regionale.

 

Queste alcune considerazioni generali: qui di seguito segnaliamo quei vini che, nelle rispettive tipologie, ci hanno particolarmente impressionato e che abbiamo voluto evidenziare per i nostri lettori.

 

 

 

VINI SLOW

 

Adarmando 2010 – Tabarrini
Trebbiano Spoletino 2010 – Antonelli San Marco

Orvieto Cl. Sup. Campo del Guardiano 2010 – Palazzone
Sagrantino di Montefalco 2008 – Omero Moretti
Sagrantino di Montefalco 2007 – Adanti
Sagrantino di Montefalco Colleallodole 2008 – Fattoria Colleallodole
Sagrantino di Montefalco Passito 2008 – Colle del Saraceno

 

Proveniente da vigne di trebbiano spoletino di oltre cinquant’anni, le cui uve sono ancora schiette e succose, l’Adarmando di Tabarrini è il frutto della tradizione: intenso al naso, è gustoso, profondo e persistente in bocca; un vero spettacolo. Il Trebbiano Spoletino di Antonelli (affinato per metà in acciaio e per metà in legno) esprime grande carattere e complessità, con la spiccata freschezza caratteristica del vitigno; un vino da bere adesso ma che non teme il tempo, oltretutto proposto ad un prezzo molto conveniente. Non è da meno il Campo del Guardiano di Palazzone, da selezione di uve (in gran parte procanico) della vecchia vigna sopra la cantina, più una scelta delle migliori partite di grechetto: è vino di grande eleganza e longevità, finissimo, ricco, molto profondo, con un finale gustoso e asciutto. Il riconoscimento al Sagrantino di Omero Brunetti premia prima di tutto la dedizione, la semplicità e la competenza di colui che l’ha prodotto; il vino poi è un capolavoro, una prova da maestro: il colore granato, i complessi aromi terziari e i tannini eleganti esprimono tutto il carattere più vero del vitigno. Il Sagrantino di Adanti, affinato in botti grandi, è la “solita”, splendida e cristallina espressione di questo territorio: ha naso nitido, floreale, per un palato armonioso e di perfetta integrazione tannica. Più strutturato ed energico il Sagrantino di Francesco Antano, che resta comunque un’emozionante e autentica espressione del sagrantino: splendide note speziate invadono il naso, morbidezza, eleganza e intensità riempiono il gusto. Infine un vino che ci ha fatto impazzire fin dall’etichetta: «Tempo da perdere … per pensare, per ascoltare … le parole o la musica che ami»; questo è quanto la famiglia Botti di Colle del Saraceno ha scritto sull’etichetta di questo meraviglioso Sagrantino Passito, che fa seguire agli ampi profumi un’armonia degna di una grande orchestra, nella quale i singoli strumenti (tannini, alcol, acidità e corpo) si ergono per brevi e intensi assoli salvo poi rientrare per bene nel tema principale.

 

 

 

 

GRANDI VINI

 

Sagrantino di Montefalco Campo alla Cerqua 2008 – Tabarrini

 

Tra i tre cru di Sagrantino proposti all’assaggio da Giampaolo Tabarrini il Campo alla Cerqua è quello che ci ha colpito maggiormente, per la perfetta sintesi tra uno stile morbido, moderno e rifinito, e un’impronta tannica e selvatica più tradizionale: elegante e raffinato, affascina nonostante la giovane età.

 

 

 

 

VINI QUOTIDIANI

 

Assisi Grechetto 2011 – Sportoletti
Ciliegiolo di Narni 2011 – Sandonna
Farandola 2011 – Di Filippo
Orvieto Cl. Sup. Terre Vineate 2011 – Palazzone
Trebbiano Spoletino 2011 – Perticaia

 

 

 

 

Se volete assaggiare questi ottimi vini dell’Umbria acquistate il vostro biglietto per la degustazione del 28 ottobre 2012, in occasione della presentazione di Slow Wine 2013, perché saranno lì ad attendervi!

 

 

 

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