Si può fare

NEW-LOGO-ChiantiClassico_nuovo_Logo_19_02_20131Torno a parlare di Chianti Classico a distanza di pochi giorni dall’ultimo post. L’incontro promosso dall’Enoclub di Siena al Four Season di Firenze ha confermato la volontà di una considerevole schiera di aziende di procedere con la zonazione del territorio.

 

Pare che il primo passo sarà quello di apporre in etichetta il comune di provenienza del vino, dando di fatto risalto alla zona di origine. I tempi sono maturi anche per il Consorzio che ha patrocinato l’iniziativa dell’Enoclub e soprattutto, a quanto sentito dire, anche grandi aziende, quali Ruffino e Antinori, non si opporrebbero a questo passo, per certi versi rivoluzionario, che darebbe un altro aspetto alla denominazione.

 

Restano molti punti da chiarire, anche perché per il Consorzio non vi erano rappresentanti e l’iniziativa, per quanto ampiamente partecipata, non ha raccolto tutte le realtà iscritte.

 

A ogni modo, per quanto mi riguarda, è un passo fondamentale per l’affermazione del Gallo Nero al vertice della qualità enologica mondiale, posto che gli spetta senza ombra di dubbio.

 

Si tratterebbe di una zonazione che non prevede una gerarchia qualitativa. L’idea iniziale è quella di focalizzare meglio il territorio del Chianti Classico, individuandone i protagonisti: comuni e frazioni. 

 

Un immediato risultato positivo sarebbe quello di tracciare subito una differenza in etichetta tra Chianti Classico e Chianti Classico prodotto nel Comune o Frazione X.  In questo senso la gerarchia sarebbe, di fatto, realizzata ma senza discriminazioni tra i diversi luoghi di provenienza.

 

Altro punto chiave sarà il commercio dello sfuso. Da parte mia credo che, anche in questo caso, dare maggior risalto e valore al luogo di origine potrebbe far alzare i prezzi del vino non destinato all’imbottigliamento, generando ripercussioni positive su tutta la filiera.

 

Detto questo, rimane il nuovo assetto ideato dal Consorzio con la Gran Selezione posta al vertice qualitativo della denominazione. Vedremo come il contrasto tra la futura, probabile ma non certa, menzione comunale che privilegia la terra e l’origine  e questa nuova etichetta che esalta il vino di una denominazione, ma non di un singolo comune, riusciranno semmai a coesistere.

  • cristianocastagno

    L’idea della zonazione del CC intesa come evidenziamento in etichetta delle Menzione Comunali, delle Sottozone fino alle menzioni delle singole vigne è un’idea interessantissima che potrebbe riaccendere la curiosità degli appassionati di mezzo mondo su questo vino storico ingiustamente sottovalutato negli ultimi anni. La zona è vasta, gli stili innumerevoli, il potenziale qualitativo notevole tuttavia ritengo, che se l’utilizzo delle citate “menzioni” sottintendono contemporaneamente la facoltà della compravendita delle stesse sul mercato dello sfuso allora occorrerebbe doverosamente aggiungere ulteriori dettagli in etichetta per migliorare la comunicazione con il cliente finale.

    In Francia, dove notoriamente le Menzioni Comunali, in molte denominazioni, sono in uso da molto tempo,non è un caso che le bottiglie confezionate messe in commercio sono sempre accompagnate da un’indicazione chiara sulla capsula circa la natura dell’imbottigliatore: sia esso un rècoltant oppure un nègociant cioè viticoltore oppure commerciante. Credo pertanto, senza con questo voler suggerire che una categoria sia superiore aprioristicamente ad un’altra però che questo sia un’ulteriore tassello di interessante informazione che dovrebbe essere subito visibile al cliente finale fin da quando viene presa in mano una bottiglia di CC con Menzione Comunale, Sottozona o vigneto singolo. D’altra parte una categorie di appartenenza è prevista dallo Statuto del Chianti Classico per ogni socio fin da sempre perchè quindi non evidenziare la natura dell’imbottigliatore ? Sicuramente è un’elemento importante almeno quanto l’origine Comunale, Sottocomunale o di singolo vigneto che influenza lo stile del vino che è lecito attendersi poi in bottiglia.

    Come appassionato di vino io lo vorrei sapere? Voi no ?

    • fabio

      Mi pare davvero sensata come proposta. D’altronde nella storia del vino italiano esistono casi in cui non è stato il vigneto a rendere famoso il produttore o il commerciante ma esattamente l’opposto; basta vedere il caso di Bruno Giacosa in Piemonte, la cui sapienza e capacità d individuare la vocazione dei singoli versanti del comprensorio di Langa ne ha attestato la nobilità. In Chianti Classico potrebbe davvero essere lo stesso in un reciproco (proprietario e commerciante) aiuto nel dare valore al suolo vitato.

    • gp

      In Italia da qualche anno esiste la possibilità di usare la dicitura “integralmente prodotto da” per identificare quello che i francesi definiscono recoltant, anche se molti non lo sanno. Basta quindi utilizzare quello che la legge già prevede, senza bisogno di inventarsi nulla.

      • cristianocastagno

        Permettimi di dissentire gp, c’è una significativa differenza tra scrivere “integralmente prodotto…” e rècoltant. Nel primo caso è il vino ad essere prodotto “proprio lì” mentre la dicitura rècoltant indica che il vino è imbottigliato da un viticoltore il cui reddito proviene dall’ agricoltura. Un commerciante può possedere delle vigne e produrre un vino integralmente all’origine ma questo non lo qualifica come “rècoltant”. Un Commerciante può sovvenzionare un’attività agricola in perdita, ma un’Agricoltore deve campare con il frutto della sua rischiosa attività sotto il cielo con tutto ciò che comporta….La differenza è sostanziale. Sarebbe ora che si cominciasse a riconoscere il lavoro del viticoltore.

        • gp

          Mah, credo che la realtà francese sia più complessa: capita che catene di distribuzione tipo Auchan appaltino la produzione dei loro vini a cooperative di produttori in modo da avere l’ambita R di rècoltant sulla capsula. In Italia è facile immaginare a quanti ulteriori sotterfugi si ricorrerebbe. Per il momento basta e avanza “integralmente prodotto da”, piuttosto bisognerebbe comunicare questa dicitura a chi ha diritto a utilizzarla e non lo sa.

          • cristianocastagno

            Se i supermercati francesi ricorrono a furbizie pur di potersi fregiare della R di rècoltant significa che qualcosa vale dunque !

            Integralmente prodotto, che significa tutt’altro invece, è una dicitura veramente poco spendibile per un motivo molto semplice: occorre prima fare capire al consumatore che “imbottigliato all’origine”(cioè senza “l’integrale”) in realtà non significa quello che sembra dire ! Il solito paradosso italiano. E poi è già sinonimo (o presto diventerà) di Gran Selezione nella (pseudo-)piramide del Chianti Classico.

          • gp

            Se è davvero “il solito paradosso italiano”, allora è sempicissimo farlo capire al consumatore medio. Piuttosto, un vizio tutto italiano è quello di non sapere utilizzare le leggi esistenti e di chiederne sempre di nuove — salvo poi lamentarsi che le leggi sono troppe e si sovrappongono.

            “Sinonimo” implica una relazione biunivoca che nel caso del “Gran Selezione” non esiste: un Gran Selezione dovrà essere integralmente prodotto, ma un Chianti Classico integralmente prodotto non sarà ipso facto un Gran Selezione, potrebbe essere anche un “base” o una Riserva.

          • cristianocastagno

            gp-Oggi, con lo strapotere del marketing e la comunicazione conta l’apparenza molto più della sostanza e anche della correttezza legale.(purtroppo)

            P.s. vai tu a dire agli americani che “prodotto e imbottigliato all’origine” non significa quello che gli abbiamo fatto finora credere ?

  • monica raspi

    È molto che si parla di zonazione, all’inizio sembravamo dei poveri illusi sognatori, poi via via la discussione si è ampliata e srotolata, e a quanto pare la potenza di questo argomento sta iniziando a solleticare la fantasia di molti. Bene così, e grazie a Fabio e Davide, grazie a tutti quanti ne parlano, ci credono, commentano, organizzano convegni e degustazioni dove ormai la zona di provenienza è argomento imprescindibile.