Servabo: primo censimento del vino naturale in Italia e molto di più

servabo_00Servabo è un progetto di editoria condivisa, nato dalle idee e dalle competenze di Simona Centi, Gianpaolo Di Gangi, Alessandro Franceschini e Maurizio Paolillo.

 

Servabo è un’opera complessa che, prima in Italia, riesce a fornire coordinate e appigli nella difficile ricerca di una definizione per il vino naturale. Lo fa attraverso la faticosa conquista e la lucida interpretazione di dati, in grado orientare il lettore verso una comprensione della rivoluzione naturale che sta interessando l’attuale mondo della viticoltura.

 

Diciamo subito che non è un libro facile, non lo deve essere. È un libro bello però, costruito lentamente e poggiante su più registri.

 

La ricerca dei numeri si è detto. La prima parte del volume rappresenta un censimento di tutte quelle aziende che operano nel naturale. La raccolta dei dati è stata operata in un anno, con l’indagine di 15 fiere, 10 associazioni, 3 distributori e 2 pubblicazioni (tra cui Slow Wine). L’incrocio dei numeri raccolti ha portato a una lista di produttori naturali (771) che rappresenta la materia fondamentale sulla quale il libro riesce bene a fornire statistiche e dati soprattutto rapportati alla viticoltura nazionale nel suo complesso. I numeri sono avvincenti in questo caso e riescono bene a definire per confronto la complessità del mondo naturale.

 

Altra parte essenziale del libro è l’indagine della normativa. La storia delle leggi che regolano il Bio è presa dal volume nel suo complesso, dal 1972, anno di nascita dell’IFOAM (International Federation of Organic Agricolture Movement), al 2012, anno di promulgazione del Regolamento Ce n. 203 sul vino biologico. Il capitolo prende anche in rassegna tutti i manifesti delle associazioni di vignaioli che praticano viticoltura naturale esaminandone i contenuti ed evidenziandone gli intenti.

 

La terza parte del volume è dedicata ai racconti. Sono le voci di viticoltori, tecnici, ristoratori e degustatori che attraverso la narrazione fotografano il loro rapporto con il vino naturale. Voci diverse e contenuti sfaccettati che donano al lettore tanti punti di vista che riverberano il concetto di naturale.

 

Nel suo complesso, Servabo è un necessario contributo all’affermazione dell’identità del vino naturale in Italia. Un contributo laico, come recita appunto il sottotitolo del volume, che riesce nella sua totalità a chiarire i contorni di un quadro così complesso come quello della viticoltura naturale.

 

Scritta sotto il ritratto di un antenato mi colpì,

quand’ero piccolissimo, una misteriosa parola latina: servabo.

Può voler dire conserverò, terrò in serbo, terrò fede, o anche servirò, sarò utile.

Luigi Pintor

 

Servabo

Laico di Parte

Il vino “naturale” i numeri, gli intenti e altri racconti

2013 Versanti Società Cooperativa

www.servabo.it

info@servabo.it

  • Davvero un bellissimo modo di affrontare il tema. Partendo da dati concreti, evidenziando contraddizioni, lasciando anche spazio allo storytelling, certo, ma per l’appunto “anche”.
    D’intesa con Nicola Perullo, collega in UNISG, a giugno organizzeremo un appuntamento di (almeno) una mezza giornata, per parlare di vini naturali partendo dagli spunti del bel volume. Un libro che anche noi conserveremo come prezioso, parafrasandone il titolo.