Senza trucco, senza inganno!

Donne, prima di tutto. Nicoletta Bocca (San Fereolo), Elisabetta Foradori (Foradori), Dora Forsoni (Poderi Sanguineto I e II), Arianna Occhipinti (Occhipinti). Dal Piemonte alla Sicilia lo sguardo intimo e schietto di quattro donne, quattro vite legate dall’amore per il vino e per il proprio territorio, un nuovo modo di far parlare il vino attraverso la sensibilità di chi lo fa, di chi lo rende, prima di tutto, espressione di se stesso.

 

Naturale – senza trucco. Perché è così che si pongono davanti alla telecamera, senza registri o forzature scenografiche, ma in posizione sincera, lasciando spazio al loro modo di essere reale e discreto. In primo piano quattro personalità forti tenute insieme dalla loro diversità; diversità di territori di appartenenza, di modi di considerare il vino e il proprio lavoro di madri, contadine, imprenditrici.

Il documentario in questione è tutt’altro che un tentativo di spettacolarizzazione del genere, tanto meno un’opera reboante sul mondo del vino naturale; al contrario, appare subito come un esercizio di stile in cui Giulia Graglia entra nella natura delle protagoniste, ne scorpora i contenuti più profondi, sfata l’immagine ristretta e vistosa che ruota mondo del vino. Ne emerge un racconto originale che si poggia sui pilastri della quotidianità, del rito contadino, dei gesti e delle parole.

 

Non a caso l’evento di presentazione si è tenuto a Pollenzo, sul volere dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche che, tra il proprio curriculum di studi, propone attività dedicate alla filmografia e alla raccolta di documenti audiovisivi in grado di documentare sul piano scientifico la diversità delle culture del cibo. Giulia Graglia e il produttore Marco Fiumana hanno quindi indossato le vesti di accademici raccontando alla platea internazionale di Pollenzo la loro esperienza documentaristica, tra filosofia biologica o biodinamica, ecologia, conservazione dell’ambiente.

 

 

Vino.

 

Nero d’Avola Siccagno 2010 – Occhipinti

 

Sgarzon 2010 – Foradori

 

Nobile di Montepulciano 2008 – Poderi Sanguineto I e II

 

Dogliani San Fereolo 2006 – San Fereolo

 

 

La degustazione che si è svolta in banca del Vino sempre a Pollenzo ha catturato l’attenzione dei tanti partecipanti. I vini pur provenendo da zone completamente differenti hanno dimostrato di possedere una cifra stilistica comune: carattere, vena acida nervosa e grandissima beva. Tutti e 4 hanno anche sovvertito dei luoghi comuni che affliggono le rispettive denominazioni: il Nero d’Avola agile e per nulla marmellatoso e iperconcentrato, il Teroldego dai toni speziati e tostati, il Nobile di Montepulciano finalmente rispondente ai caratteri puri del sangiovese, infine un Dolcetto capace di sfidare il tempo e di regalarci sensazioni di rara complessità.