Come scrivere correttamente il nome dei vini italiani

A seguito del post di Michele Antonio Fino (pubblicato due giorni fa: clicca qui per leggerlo) – che metteva in guardia i ristoratori, o i sommelier che compilano le carte dei vini, sui rischi giudiziari a cui vanno incontro se scrivono o riportano in maniera errata il nome di un vino – abbiamo avuto una serie di richieste, arrivate da molte parti e nei modi più svariati, su quale sia il modo corretto di scrivere un vino.

Quindi vi rispondiamo.

Il problema ce lo ponemmo anche noi – intendo la redazione di Slow Wine – durante i lavori per la prima edizione della guida, nella primavera-estate del 2010: fu allora che, per istruire tutti i nostri collaboratori affinché riportassero in maniera corretta e condivisa il nome di ogni vino recensito, persi qualche ora del mio tempo per redigere un “Vademecum di scrittura” che riportasse in maniera chiara e inequivocabile le regole per scrivere il nome di un vino (ma anche tante altre indicazioni sul modo giusto di usare e riportare tante parole di uso comune del lessico vitivinicolo).

Il modo giusto per scrivere correttamente il nome di un vino è UNO, non ne esistono altri, la regola non conosce alternative: una volta che la impari non dovresti più sbagliare.

 

Partiamo dall’indicazione principale e più semplice: se si tratta di un vino DOC o DOCG va sempre indicato, per primo, il nome della denominazione, seguito poi dalle altre eventuali indicazioni.

Riporto una serie di esempi pratici che esauriscono il campo delle possibilità che possiamo incontrare:

Denominazione + annata

Romagna Sangiovese 2008

Denominazione + nome di fantasia + annata

Romagna Sangiovese Gladiolo 2008

Denominazione + tipologia/e (Classico, Superiore, sottozona, Passito) + annata

Romagna Sangiovese Sup. 2008

Soave Cl. 2008

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. 2008

Romagna Sangiovese Predappio 2008

Romagna Albana Passito 2008

Denominazione + tipologia/e + nome di fantasia + annata

Romagna Sangiovese Sup. Gladiolo 2008

Soave Cl. Gardenia 2008

Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Giacinto 2008

Romagna Sangiovese Predappio Garofano 2008

Romagna Albana Passito Ginestra 2008

Denominazione + Riserva (che è indicazione legata all’annata) + annata

Romagna Sangiovese Ris. 2008

Denominazione + nome di fantasia + Riserva + annata

Romagna Sangiovese Garofano Ris. 2008

Denominazione + tipologia/e + nome di fantasia + Riserva + annata

Soave Cl. Gardenia Ris. 2008

 

Se si tratta invece di un vino IGT o DA TAVOLA il nome dell’indicazione non va riportato: abbiamo deciso in questo senso per differenziare il “piano alto” delle Doc e delle Docg da quello delle altre due categorie, per non creare confusione a chi legge. Si tratta di una scelta evidentemente opinabile ma che funziona!

Si procede quindi in questo modo, che contempla tutte le altre eventuali indicazioni dei vini Igt o da Tavola:

(Igt) + annata

Rosso, oppure Bianco (omettendo il nome della Igt) 2008

(Igt) + nome di fantasia + annata

Giaggiolo 2008

(Igt) + vitigno/i + annata

Grechetto 2008

Cabernet-Merlot 2008

(Igt) + vitigno/i + nome di fantasia + annata

Grechetto Glicine 2008

Cabernet-Merlot Gerbera 2008

 

Ora che tutto è chiaro – e non esiste altra possibilità di scrivere il nome di un qualsiasi vino italiano non compresa tra i vari esempi che vi abbiamo proposto – non avete più alibi, o giustificazioni da addurre, nel momento in cui scriverete in maniera errata il nome di un vino.

Ma allo stesso tempo vi abbiamo dato la possibilità – se vi ricorderete di tutti gli esempi che vi abbiamo proposto – di “bacchettare” ogni sommelier o ristoratore che da oggi in avanti vi porterà una carta dei vini infarcita di errori come quella che riportiamo in foto qui di fianco: è un vero e proprio campionario di bestialità, nonché la prova reale e inconfutabile di una serie di contravvenzioni di legge (quelle spiegate nel già citato post di Michele Fino) che comporterebbero una multa decisamente salata al responsabile di questo obbrobrio.

 

P.S.

D’ora in avanti potrete “bacchettare” anche noi semmai troverete, in slowine.it, il nome di un vino scritto in maniera errata: nonostante il Vademecum, ogni tanto scappa… 🙂