I sapori del vino: come rivoluzionare la degustazione

Questa recensione strizza l’occhio ai soci Slow Food di più vecchia data e in generale a tutti quelli che sono stati accompagnati dentro la nostra associazione da un bicchiere di vino.

Il vino è nella storia di Slow Food e Slow Food è nella storia – recente – del vino italiano. Non c’e dubbio che la simbiosi tra i due mondi abbia profondamente contribuito al reciproco successo e le contaminazioni, gli intrecci, le relazioni sono stati tanti e profondi. “I sapori del vino. Percorsi di degustazione per palati indipendenti”, scritto da Fabio Pracchia (tra i più importanti autori della nostra guida Slow Wine, sin dalla sua nascita), rappresenta a mio avviso un nuovo e importantissimo capitolo di questa storia lunga ormai più di 30 anni.

Già con Slow Wine avevamo iniziato un nuovo racconto, sollecitati da un lato dalle istanze provenienti dalla rete di Terra Madre e dall’altro lato dalle profonde mutazioni che con gli anni duemila avevano iniziato a scuotere il mondo del vino al suo interno, con le molteplici sfumature di un movimento che viene genericamente riassunto con l’etichetta “naturale”. Il camminare le vigne, insegnamento primo del grande Gino Veronelli, è diventato sin dalla prima edizione il tratto distintivo di Slow Wine, assieme a una grande attenzione alle donne e gli uomini del vino e alle loro storie, eredità – questa – di un certo modo di raccontare di un altro grande maestro, Mario Soldati.

In questo quadro, la degustazione ha ceduto parte dello sconfinato potere che aveva assunto nei decenni precedenti, per diventare il naturale completamento di una riflessione a tutto tondo attorno al bicchiere. In un mondo del vino che ha molto innalzato la qualità media, che ha allargato i confini della produzione, che ha implementato tecniche, riscoperto vitigni e territori, innovato e recuperato allo stesso tempo, realizzato vini sempre più buoni ma – non di rado – sempre meno emozionanti, l’unico metro di giudizio dell’assaggio non soddisfaceva più il bisogno di comprendere e descrivere di chi si propone di conoscere e giudicare la produzione enologica con continuità e coerenza.

Nei sette anni di vita di Slow Wine, la riflessione all’interno e all’intorno della redazione si è sovente soffermata sulla necessità di ridefinire (anche) la filosofia della degustazione, per uscire dagli schemi comuni e intraprendere nuovi percorsi, coerenti con la visione d’insieme sollecitata dal viaggio intrapreso dal mondo del vino, sulle cui tracce cerca appunto di muoversi Slow Wine.

Oggi il libro di Fabio Pracchia mette finalmente un punto (tutt’altro che fermo, e diremo subito perché) e ci consegna, in 150 pagine che leggerete d’un fiato (ma soffermandovi spesso a meditare e rileggere), un insieme di riflessioni e sollecitazioni destinate a mettere in crisi quell’esercizio che, da bevitori disciplinati, avevamo imparato a mandare a memoria e svolgere con una buona dose di automatismo.

Pracchia ci invita a liberarci di ogni condizionamento per “bere la complessità”, chiamando in causa diverse pratiche cognitive in un approccio multisensoriale capace di consegnarci strumenti più idonei ad affrontare i vini che oggi abbiamo la possibilità di bere.

“I sapori del vino” è solo il primo capitolo di questo nuovo viaggio, certamente ci vorranno altre parole, altre pagine, altri bicchieri per arrivare a definire appieno i percorsi di degustazione per palati indipendenti evocati in copertina. Beninteso: non siamo gli unici e nemmeno i primi ad avviare un dibattito sulla necessità di aggiornare la degustazione. Ecco perché, a maggior ragione, è importante battere un colpo. Anche perché oggi ci si rivolge al mondo degli addetti ai lavori e dei grandi appassionati, ma presto sarà necessario arrivare – con l’esito di questi lavori – a un pubblico più ampio.

È una sfida stimolante, un’avventura eccitante, che la nostra associazione può cogliere e affrontare in compagnia delle bottiglie che ciascuno di noi ama di più. Siamo in un momento storico importantissimo per il futuro del vino e a partire da questo libro possiamo tornare a scrivere una pagina significativa del nostro diario di viaggio in questo mondo, dove – di nuovo – la strada della chiocciola e quella del vino possono tornare a intrecciarsi per regalarsi reciprocamente momenti e prospettive infinitamente preziosi.

Per maggiori informazioni su I sapori del vino clicca qui

 

Il volume sarà presentato dal giornalista Giampaolo Gravina con la partecipazione dell’autore lunedì 10 aprile alle ore 19 presso libreria Feltrinelli, via Quattro Spade 2 a Verona. Seguirà un aperitivo con i vini della cantina toscana Avignonesi.