Sanrosè Zero 2015, Terraquilia

GLUCK – La bottiglia della sera

 

 

sanrosdove: a casa

con: antipasti misti (e golosi)

 

 

Una cena tra amici a casa mia, un’ottima occasione per sbizzarrirci nella preparazione di antipasti golosi. Ci vuole un vino versatile, capace di stare bene sulla tavola imbandita con tanti sapori diversi.

Scendo in cantina e ritorno con Sanrosè Zero della cantina Terraquilia: un Rosato frizzante a base di sangiovese ottenuto con il metodo ancestrale, che prevede la rifermentazione naturale in bottiglia senza filtrazioni del vino.

La cantina Terraquilia è una realtà abbastanza recente sorta sui colli modenesi, che sta già facendo parlare di sé per la bravura e la caparbietà con cui utilizza il metodo ancestrale. Per i vini frizzanti, come questo, la cantina ha sviluppato una tecnologia particolare, con sboccatura “a la volée”, che permette di eliminare il fondo dalla bottiglia senza cambiare la personalità del vino, visto che non sono previsti rabbocchi di alcun genere.

La apro e la servo agli amici. Nel calice si formano subito tante piccole bollicine che rendono ancora più brillante la bella nuance rosa antico, alla vista c’è solo un lontano ricordo dell’uva sangiovese con cui è fatto questo vino.

L’olfatto si apre in un brioso bouquet di fiori rosa e piccoli frutti scuri, che lasciano presto spazio a un sentore agrumato di arancia rossa. Ma è al palato che questo vino dà il meglio di sé, in una beva rinfrescante, molto pulita, con una gustosa scia sapida.

Sanrosè Zero si è dimostrato un buon compagno per tutti gli antipasti, ma la scintilla di felicità si è innescata con dei crostini caldi farciti con lardo di colonnata, miele d’acacia, castagne sbriciolate e una spolverata di pepe. Boom!

 

 

Prezzo in enoteca 13 euro

 

 

 

 

Questa rubrica ospita il breve racconto/resoconto di una bottiglia di vino – o di birra – bevuta la sera precedente a cena da uno dei tanti collaboratori di Slow Wine. Non una grande bottiglia “celebrativa”, di quelle che si tirano fuori nelle ricorrenze, quanto piuttosto un vino (o una birra) “comune”, molto bevibile – molto gastronomico, come si usa dire adesso nel mondo della critica enologica – adatto al pasto e al portafoglio (nel senso del buon rapporto tra la qualità e il prezzo). Insomma una buona bottiglia che ha dato grande soddisfazione a chi l’ha bevuta e che, soprattutto, è stata scolata in un attimo, è finita velocissimamente a tavola con il cibo che l’accompagnava.