Rosicate gente, rosicate!

41fwQee-jzLIn questi giorni sui siti dedicati al vino e sulle pagine Facebook di noi scribacchini enologici c’è un solo nome a farla da padrone, quello di Arianna Occhipinti. Ebbene, possiamo tranquillamente affermare che la ragazza ha fatto il botto. Prima scrivendo un bel libro che si chiama Natural Woman (editore Fandango, mica pizza e fichi), poi con l’apparizione di 3 minuti durante il “concertone” del 1° maggio. Ebbene, questi due colpi mediatici l’hanno messa decisamente sotto i riflettori. E naturalmente chi ha successo si attira critiche a destra e manca. Certamente anche i complimenti, ma quello che più mi ha colpito sono state le cattiverie comparse ieri su Intravino.com. Un bel po’ di commentatori, anonimi (ça va sans dire), ha cominciato a dare ad Arianna nell’ordine della: figlia di papà, raccomandata, commerciante, falsa contadina, intrallazzatrice, ecc… Insomma, il festival dell’invidia.

 

Purtroppo anche qualche sedicente collega (di Arianna, non mio!) che ha scritto: “Anche io sono un agricoltore, anche io ho 30 anni e faccio 100.000 bottiglie e ho comprato l’imbottigliatrice, ma io ieri ero in vigna a lavorare e non sul palco del concertone…. e mai avrei voluto esserci. Il vino, la passione e l’amore per la propria terra si comunica altrove. uscita inopportuna.” Un altro ricorda i contadini siciliani che non riescono a vendere il loro nero d’Avola, a cui dovrebbe andare il sostegno del sindacato piuttosto che a una giovane donna ricca e famosa.

 

Insomma, il festival dell’ovvio e della demagogia, coma ha scritto in modo intelligente in un commento Stefano Bonilli. Quindi probabilmente non varrebbe neppure la pena commentare la cosa, se non per alcuni punti che vorrei sviluppare di seguito:

1) La viticoltura e l’enogastronomia sono uno dei pochi settori che si salvano in Italia (in quanto a crescita e fatturato), se per una volta la tv e le grandi masse entrano in contatto con il nostro mondo non attraverso la Parodi, MasterChef, La Prova del Cuoco & Co, è una cosa così negativa?

2) Parlare del proprio rapporto con la terra, di una viticoltura pulita e di speranza non è far pubblicità alla propria azienda, ma raccontare una categoria e un modo intelligente di fare impresa

3) Ritengo che i contadini siciliani possano essere stati aiutati da un intervento come quello di Arianna, che ha nominato la sua terra diverse volte e che può aver fatto venir la voglia a qualcuno di assaggiare un’etichetta sicula… Se si alzano i consumi, l’uva da qualche parte si dovrà pur compare.

4) Il nostro paese ha una fame incredibile di buoni esempi che possano arrivare dalla nostra meglio gioventù. Perché pensare sempre a oscuri retroscena?

5) Quando ci capiterà di nuovo la possibilità di sentire in televisione una giovane donna che si dice fiera di essere contadina?

6) Per quelli che pensano di essere i viticoltori più puri del mondo (attenzione che troverete sempre uno più puro di voi che poi vi epura!) e di essere anche gli unici possessori dei celebri calli sulle mani, posso testimoniare di aver stretto la mano ad Arianna e di aver avvertito con precisione e sicurezza la presenza delle “sacre” stigmate lasciate dalla forbice per potare!!!!

7) Chiudo dicendo che su Intravino non ho visto commenti in difesa di Arianna da parte dei suoi colleghi. Peccato, lei ci ha messo la faccia e ha parlato a nome di tutti i vignaioli e nessuno che poi ha pensato di scrivere magari due righe di sostegno e di testimonianza del lavoro (serio e di grande valore) che lei porta avanti a Vittoria in provincia di Siracusa Ragusa. Rimango sempre spiacevolmente stupito della scarsa attitudine dei vignaioli ha utilizzare il mezzo digitale e a mettersi in gioco in prima persona. Certo la campagna chiama (ed è bassa) e sono tanti gli impegni, ma volete contribuire al miglioramento del vostro settore? Dedicate almeno un po’ di tempo a seguire le associazioni di categoria e battetevi pubblicamente in difesa del vostro mestiere, attendere che siano sempre gli altri a tirare la carretta è una cosa miope. E poi non potete rosicare se il palcoscenico lo dedicano ad altre persone che non siete voi…